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Home » Sarà valorizzata la Grotta Scaloria di Manfredonia. Dalla preistoria al “culto delle acque”

Sarà valorizzata la Grotta Scaloria di Manfredonia. Dalla preistoria al “culto delle acque”

Di redazione
21 Febbraio 2018
in Cultura&Società
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grotta scaloria

È un periodo florido ed irripetibile per la storia e la cultura di Manfredonia che, finalmente, dopo anni di oblio vede la valorizzazione e la fruizione del suo straordinario patrimonio. Tra i siti di maggior fascino e d’interesse scientifico vi è il complesso di grotte “Scaloria-Occhipinto” che sarà oggetto di un incontro pubblico in programma venerdì 16 settembre alle ore 19 presso l’Infopoint turistico del Gal Daunfaontino in Piazzetta Mercato.

Ad illustrare lo stato dell’arte e discutere delle ipotesi di valorizzazione del sito sarà Eugenia Isetti, Presidente dell’Istituto Italiano per l’Archeologia Sperimentale di Genova, da anni impegnata nello studio e nei lavori di recupero dell’importante sito sipontino e che in questi giorni ha portato a termine l’annuale impegno didattico-accademico. Ad introdurre l’argomento saranno Vincenzo D’Onofrio e Michele De Meo rappresentanti del Club di Territorio Touring Club Manfredonia.

L’incontro sarà un’occasione per divulgare e prendere consapevolezza dello straordinario complesso di grotte che l’uomo ha frequentato per millenni, dalla più remota preistoria fino al Medioevo: il complesso Scaloria-Occhiopinto è costituito da grotte di interstrato, formatesi a seguito di carsismo. Il ramo Scaloria è composto da un camerone superiore da cui si dipartono gallerie verso la camera inferiore a circa 44 metri di profondità, percorribili solo carponi. Scoperta la camera superiore nel 1931 durante la costruzione dell’Acquedotto Pugliese, fu scavata in quegli anni da Quagliati e restituì reperti e resti di sepolture principalmente neolitici. Negli anni ’60 fu esplorata la parte più profonda e riconosciuto un rituale religioso neolitico collegato al “culto delle acque” di stillicidio. Gli scavi degli anni ’70 dell’Università di Genova e di Los Angeles riconobbero che la fase di occupazione più intensa fu quella del Neolitico medio, quando nel Camerone superiore si accendevano focolari e si seppellivano i morti (tra il 5400 e il 5200 BC ca), mentre la parte più profonda della cavità ospitava il misterioso culto delle acque.

Tags: Grotta ScaloriaInfopointManfredoniaTouring Club
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