Non vuole fare polemica l’ex sindaco di Lucera Antonio Tutolo, attuale consigliere regionale emilianista. Da qualche settimana, nelle campagne tra Foggia e Lucera, nelle prime ore del mattino dalle 5 alle 11 circa, è riemersa la famigerata puzza che per anni ha infestato le due comunità del Tavoliere e che costrinse l’allora primo cittadino, sferzante di qualsiasi ricatto occupazionale, a chiudere l’impianto di compostaggio in località Ripatetta, allora Bioecoagrim della famiglia Montagano e oggi Maia Rigenera.
Le emissioni odorigere, però, dopo anni di lotta e di prescrizioni e bocciature dell’Arpa, del Comune di Lucera e poi anche da parte della Regione, sono oggi accolte e sancite ufficialmente dall’atto redatto lo scorso 24 marzo 2023 dal dirigente all’Ambiente della Provincia di Foggia Giuseppe Cela, il quale nel rinnovare l’Aia (Autorizzazione integrata ambientale) alla ditta richiedente espressamente evidenzia di dare atto che l’Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata alla ditta “Maiarigenera srl” racchiude nel titolo abilitativo all’esercizio delle attività le specifiche autorizzazioni di emissioni in atmosfera di tipo odorigeno come definite dal D.Lgs. n. 102 del 30 luglio 2020 che ha introdotto nel D.Lgs. n. 152/2006 la nozione di “emissioni odorigene”, indicate come “emissioni convogliate o diffuse aventi effetti di natura odorigena”, i rifiuti e le acque meteoriche.
Nel parere rilasciato dalla Regione Puglia sezione Demanio e Territorio e in particolare il settore Risorse Idriche si rimarca che l’azienda può operare, ma con particolari restrizioni e osservando specifiche prescrizioni.
La soluzione progettuale di Maia Rigenera prevede la separazione delle superfici esterne tra cosiddette “aree pulite”e “aree sporche”, ipotizzando che le ultime siano le uniche effettive superfici a rischio di dilavamento di sostanze pericolose.
A nord est dell’impianto, la stessa ditta segnala la presenza di una condotta Aqp. Nel suo atto l’ingegnere regionale Andrea Zotti rimarca che “l’attuale regime separato di gestione delle acque meteoriche non scongiura il dilavamento di sostanze pericolose anche nell’area cosiddetta ‘pulita’ non ricorrendo condizioni sufficienti a ritenerla tale e ad assicurare la tutela dei corpi idrici recettori durante eventi meteorici più significativi”. Secondo la Regione è necessaria una verifica sullo scarico nel Torrente Vulgano.
L’inquinamento della falda acquifera insomma potrebbe essere ancora un pericolo a Ripatetta. Da giorni sulla questione è stato investito da diversi cittadini il consigliere regionale Antonio Tutolo, il quale si è meravigliato della celerità del rilascio dell’autorizzazione. “Vigileremo con prontezza, non sono più sindaco e non posso più occuparmi di queste questioni. Il mio ruolo non me lo consente. Non so neanche se l’attuale sindaco ha previsto la chiusura estiva che riuscimmo a portare a casa con tante difficoltà. Da sindaco mi sono preoccupato ogni anno di certificare da dove arrivasse la puzza col naso elettronico. Adesso cosa si sta facendo? In tanti anni il nuovo impianto promesso anaerobico non è stato mai realizzato”. (Foto archivio di un generico impianto di compostaggio)
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