
Condizioni assolutamente critiche per Roberto Sinesi, boss della mala foggiana. L’uomo, 54 anni, è finito in rianimazione. Colpito al torace, a pochi centimetri dal cuore, “lo zio” sta lottando tra la vita e la morte negli Ospedali Riuniti di Foggia. Nel frattempo i carabinieri indagano alacremente per fare luce sull’agguato di ieri pomeriggio in zona Candelaro. Fuori pericolo il nipotino di 4 anni, ferito alla spalla. Illesa la figlia del boss, alla guida della 500L nera crivellata di colpi. Ma la donna non ha fornito elementi utili agli investigatori. Poche ore dopo l’attentato, le forze dell’ordine hanno ritrovato una 500 rossa data alle fiamme in periferia. Sarebbe l’auto utilizzata dagli assalitori.
Al momento non si conosce il numero dei killer che ieri hanno provato ad ammazzare il boss. Sull’asfalto i carabinieri del Reparto Operativo hanno recuperato 20 bossoli calibro 9×21 e tre bossoli calibro 7,62 di un fucile mitraglietta. Un proiettile ha persino colpito la facciata dell’oratorio posto nelle vicinanze. Al vaglio degli inquirenti anche i filmati delle telecamere per la videosorveglianza che circondano la zona dell’agguato. Con l’episodio di ieri è entrata nel vivo la settima guerra di mafia a Foggia, scattata a fine 2015 con il tentato omicidio di Vito Bruno Lanza e la morte di Rocco Dedda.

