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Home » Comunità politica a Foggia: buone intenzioni, poca partecipazione. Ma resta vivo il sogno di una città diversa

Comunità politica a Foggia: buone intenzioni, poca partecipazione. Ma resta vivo il sogno di una città diversa

Di Antonella Soccio
15 Aprile 2023
in Politica
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ciao ciao: "" -

Welfare, diritti, ambiente e transizione ecologica, mobilità sostenibile, partecipazione e trasparenza amministrativa, giovani e comunità educante, rigenerazione urbana, riqualificazione politiche abitative, lavoro e sviluppo, cultura e sistema culturale. Sono questi i gruppi di lavoro emersi nella seconda riunione del laboratorio politico dal basso foggiana, la Comunità Politica, che ha tra i suoi leader e promotori il prof Luciano Beneduce, portavoce, l’attivista per la legalità Daniela Marcone, il regista e sociologo Pilù Bevilacqua, il coordinatore provinciale di Sinistra Italiana Mario Nobile, il funzionario e giornalista Michele Gramazio e l’avvocato Fedele Cannerozzi.

Il rovello attuale riguarda la composizione di una o più liste civiche, posto che la partecipazione al secondo appuntamento in Sala Farina era assai inferiore rispetto alla presentazione di un mese fa.
In molti, quasi tutti appartenenti alla sinistra radicale del mondo della scuola e delle professioni, non vogliono sporcarsi le mani con la politica. Del resto molti cittadini impegnati nel volontariato starebbero seguendo il percorso del coordinamento di associazioni guidato da Walter Mancini, desideroso di dire la propria in quanto a programmi per i candidati sindaci con una o due liste civiche.

In sala Farina intanto ha smosso le coscienze l’intervento dell’operatore sociale Pino Tucci: “Sogno una città diversa dove le immondizie ripulite di alcuni tecnocrati dai guanti bianchi trovi l’indignazione forte e decisa dei cittadini, capaci di rivendicare i loro diritti non barattandoli più per favori. Sogno una città diversa dove i poteri forti e il clientelismo trovino una opposizione della gente, dove i donatori di pranzi e panettoni trovino il vuoto”.

Tucci, manifestando molto carisma e capacità di trascinamento in un gruppo che ancora non sa se esprimere un proprio candidato sindaco al tavolo del centrosinistra emilianista o se proporsi da solo, ha parlato di gioiosa convivenza tra le classi sociali, di “rispetto per la legalità che non sia un soave proclama”, di rinsaldare vincoli e legami di appartenenza. Di una città, Foggia, dove i giovani non debbano necessariamente partire perché “delusi ed esclusi”.
“Sogno una città con un modulo 4-3-3 di zemaniana memoria dove gli adolescenti siano considerati persone e portatori di diritti”.

Sono stati i giovani anche il focus dei due insegnanti Mario De Santis e Alessandro Bruno laureato in Scienze Motorie. “C’è un abbandono scolastico altissimo – ha osservato il primo – va attenzionata la questione, di cui poco si discute e su cui le scuole possono fare molto ma hanno bisogno di un supporto. È una piaga di questo territorio, bisogna riflettere sull’università che è sì una realtà consolidata, ma riesce a dialogare col territorio o si chiude in uno sterile elitarismo?”.
Ha ottenuto applausi a scena aperta Bruno, profondo conoscitore delle periferie e delle dinamiche di gruppo tra adolescenti e giovani.
“Vengo dal Cep e mi trovo a contatto con i ragazzi, noto in loro il senso di vergogna nel fare le cose giuste – ha rilevato -. Per loro è più facile fare azioni delinquenziali perché si ha la tendenza al pensiero distruttivo. Distruggere viene più facile soprattutto negli ambienti delle periferie. Dobbiamo rompere quelle dinamiche: fare la cosa giusta non deve provocare vergogna. Dobbiamo riportare i giochi per strada, serve l’esempio altrimenti sarà considerato un ragazzo forte quello che distrugge. Dobbiamo fare provare ai ragazzi il valore del bene. Oggi a Foggia chi fa azioni di buon senso è il fesso, invece lo spavaldo, chi rompe l’arredo urbano, chi delinque è il forte della situazione. Occorre rafforzare i ragazzi sul piano caratteriale per migliorare la loro partecipazione. I ragazzi a scuola quando ci sono insegnanti propositivi riusciamo a portarli dalla nostra parte, ma in strada non riusciamo a cambiarli. Spesso le difficoltà nell’apprendimento e nell’esprimersi sono causa del loro ritiro dalla scuola e si rifugiano in strada nell’aggressività”.

A Mario Nobile le conclusioni più squisitamente politicistiche: “Non ci sarà la ressa per candidarsi. Per riuscire ad avere una rappresentanza in consiglio comunale abbiamo la necessità di stare dentro i luoghi delle decisioni. Le modalità a Foggia le conosciamo bene, è nota la compravendita di voti. Ma noi abbiamo dalla nostra la partecipazione e le competenze. Ma sulla partecipazione rischiamo di essere deficitari, dobbiamo provare a convincere quanta più gente possibile che non partecipa ad una competizione, a dare il suo contribuito anche piccolo per eleggere dei consiglieri. Dobbiamo decostruire la retorica secondo cui chi si candida lo fa per motivi personali. La delega non è negativa e assume una forza prorompente e molto utile se riusciremo a coprire la maggior parte delle aree che ognuno di noi occupa nella vita”.

Tags: Comunità Politica
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