Il 2022 è stato un anno nefasto per il bilancio del policlinico “Riuniti” di Foggia. Il buco, in attesa del dato consolidato, sfiorerebbe quota 80 milioni di euro. Il direttore generale, Giuseppe Pasqualone, sta portando avanti una politica di tagli piuttosto corposa, non solo sulla farmaceutica – annosa voragine per la Regione Puglia che ha appena adottato un piano di rientro per far rientrare il disavanzo di oltre 450 milioni di euro -, ma anche su diversi contratti sottoscritti dal predecessore.
“Stiamo ottimizzando tutti i capitoli di spesa – spiega il manager a l’Immediato -, perfezioneremo la chiusura di due contratti di fitto sottoscritti durante l’emergenza Covid, per il trasferimento di alcune attività ed uffici nei locali dell’ex Villa Serena e del palazzo Zammarano, dove sono allocati gli uffici del Personale e dell’area finanziaria. Per il primo l’esborso è stato di circa 300mila euro l’anno, per il secondo di 400mila. Per lo stabile di piazza Padre Pio il Policlinico ha sostenuto anche le spese del riadeguamento degli spazi. Ora siamo in una situazione diversa, con dispobilità di spazi all’interno del perimetro del Riuniti. Ovviamente, prima del trasferimento, bisognerà attendere tutti i risultati delle valutazioni del dipartimento di Prevenzione e dei vigili del fuoco sull’idoneità dei nostri locali rispetto ai servizi da ospitare, rispettando tutte le prescrizioni normative”.
L’operazione di riallocazione venne portata a termine dall’ex dg Vitangelo Dattoli con “l’obiettivo di creare una struttura completamente dedicata alla cura dei pazienti Covid (D’Avanzo) e allo stesso tempo ampliare gli spazi di reparti e servizi”. Tutto questo nelle more dell’abbattimento e ricostruzione del Monoblocco. Finita l’emergenza, il nuovo dg sta cambiando quasi tutte le carte in tavola.
“Oltre ai tagli – aggiunge Pasqualone – stiamo portando avanti tutte le gare del Policlinico, proseguendo il percorso di impiego degli investimenti. Lavoriamo a tambur battente sul Monoblocco, sul blocco operatorio e sulla Cardiochirurgia, per la quale abbiamo già il progetto esecutivo. I lavori dovrebbero terminare entro la fine dell’anno. Dobbiamo correre per non perdere un bravo cardiochirurgo come il professor Domenico Paparella”.
Un capitolo particolarmente scottante dal punto di vista economico-finanziario riguarda le stabilizzazioni. Per la “platea Covid” sono già stati investiti circa 30 milioni di euro, ma Pasqualone ha chiesto un nuovo impegno a Bari. “Attendiamo il nuovo piano del fabbisogno con i tetti di spesa aggiornati – dice Pasqualone -, siamo a 141 milioni e dobbiamo arrivare a 150 milioni. Abbiamo 520 da stabilizzare, con un impegno economico di circa 20 milioni di euro. Ma la questione è un’altra – aggiunge -, bisogna creare un equilibrio nell’organizzazione, assumendo solo le figure utili al fabbisogno. Servono medici, perché la penuria di camici bianchi rischia di paralizzare le attività. La vera urgenza è questa – conclude -, se vogliamo continuare a garantire i bisogni assistenziali dei pazienti ed evitare una interruzione del servizio pubblico”.
