Dopo il caso dell’abitazione abusiva di Siponto si è dimessa l’assessora ai Lavori Pubblici di Manfredonia, Lucia Trigiani. È lei stessa a comunicarlo in una missiva: “Con la presente sono a rimettere nelle sue mani le mie dimissioni da assessore con delega ai Lavori Pubblici – scrive -. Pur non essendo mai stata destinataria di alcun provvedimento amministrativo o giudiziario rispetto alle vicende mediatiche di queste ore, sono comunque stata oggetto, io ed i mie figli, di una vera e propria gogna mediatica. Ho maturato questa decisione per senso di responsabilità e per quell’etica e moralità, di cui tanto si è parlato in questi giorni. Un’etica e una moralità che dovrebbero appartenere a tutta la politica e alla nostra comunità, ma che spesso viene imposta solo a taluni. La mia totale buonafede mi ha portato a commettere una leggerezza esponendomi ad ‘una condanna senza processo’ che mi ha indotto a questa decisione, ma non mi impedirà di continuare a spendermi, come ho sempre fatto, per la mia città che amo più di una qualsiasi poltrona”.
E aggiunge: “Ringrazio di vero cuore tutti coloro i quali hanno inteso esprimermi solidarietà e apprezzamento per la mia persona. Ringrazio gli uffici del Settore 6° ‘Lavori Pubblici’, il dirigente e la squadra di manutenzione. Infine mi corre l’obbligo di spendere parole di gratitudine per il primo cittadino Rotice confermandomi il fatto che oltre al politico c’è l’uomo con profondi sentimenti. Ai mie colleghi di Giunta e Consiglieri Comunali auguro di affrontare con serenità i futuri impegni amministrativi che vedranno coinvolta la nostra città. Auspico che le dimissioni da assessore mi consentiranno da libera cittadina di affrontare con maggiore serenità e senza strumentalizzazioni politiche il percorso di chiarimento definitivo delle vicende che, mio malgrado, mi hanno interessata in questi giorni. Viva Manfredonia”.
Rotice: “Gesto di grande responsabilità”
“Lucia Trigiani ha formalmente rassegnato questa mattina le proprie dimissioni da assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Manfredonia – il commento del sindaco Rotice -. Un gesto di grande responsabilità e di discontinuità rispetto al passato quando ex amministratori comunali, pur avendo procedimenti giudiziari in corso (contrariamente alla Trigiani), restarono ben saldi nelle loro cariche. Un processo mediatico alla Trigiani che evidentemente è un vile attacco politico a questa amministrazione magari da parte di chi (causa di scioglimento per infiltrazioni mafiose e dissesto finanziario del Comune, con conseguenti sentenze di incandidabilità), negli anni passati, l’ha avuta nella propria squadra. Basti pensare che è stata consigliera comunale del Pd e candidata alle elezioni regionali 2020 con il centrosinistra, ma all’epoca nessuno ha sollevato il caso della sua inopportuna residenza che già persisteva e, magari, in quella abitazione, ci era pure stato personalmente, mentre, oggi, specula sulle sue situazioni personali e familiari che conosce bene”.
Per Rotice “il tema dell’abusivismo è un problema serio che non è stato mai affrontato in precedenza in maniera strutturata e, oltre a Siponto (con quasi 200 casi), ci sono altre situazioni in cui per venticinque anni è stata girata la testa dall’altra parte, causando situazioni incrostate di illegalità sulle quali questa amministrazione con decisione ha approntato provvedimenti. La questione abusivismo che riguarda tutto il territorio di Manfredonia è complessa e complicata, ma rispetto a tale situazione non vi è volontaria inerzia da parte di questa amministrazione, partendo proprio dalle difficoltà finanziarie per procedere con gli interventi che necessitano di ingenti risorse. In merito, abbiamo richiesto la collaborazione straordinaria di Prefettura e Forze dell’Ordine, proseguendo nell’azione di ripristino di legalità e corretto funzionamento del Comune di Manfredonia. A Lucia Trigiani, il mio ringraziamento per aver svolto in maniera pragmatica il suo operato da assessore ai Lavori Pubblici, augurandole con il suo opportuno passo indietro di poter chiarire al più presto da libera cittadina, scevra da strumentalizzazioni politiche, la sua posizione”.
