Tutti schierati i portavoce del M5S, Marco Pellegrini, Gisella Naturale, Giorgio Lovecchio, Mario Furore e Rosa Barone insieme al coordinatore regionale Leonardo Donno, per accogliere la tappa foggiana del tour politico pugliese dell’ex presidente della Camera Roberto Fico.
Il tema è l’autonomia differenziata, ma in ballo c’è anche il futuro strategico del M5S ritornato all’opposizione dopo 5 anni di governo ed abbandoni eccellenti.
“Siamo di fronte alla balcanizzazione dell’Italia. Stanno andando a sancire un diritto alla diseguaglianza, per alcuni a vivere meglio e per altri a vivere peggio. Aiutateci in questa battaglia difficilissima, abbiamo una destra terrificante”, ha implorato Marco Pellegrini davanti ad una sala piena.
Maggio sarà il mese che sancirà la segreteria politica di Mario Furore. I vari dipartimenti con le deleghe saranno corsi dagli iscritti: chi vuole potrà candidarsi.
Secondo molti dopo la votazione saranno più chiari alcuni orientamenti dei pentastellati, che, da città che ha sconfitto la destra nel collegio uninominale, puntano all’indicazione del candidato sindaco in una eventuale alleanza con i dem e gli emilianisti.
Stando ai rumors per Michele Emiliano l’unico nome vincente è quello di Rosa Barone, ma l’assessora regionale viene vista, almeno dall’esterno, assai refrattaria ad una possibile campagna elettorale.
Il dilemma è sempre lo stesso: correre da soli per poi apparentarsi al ballottaggio o allearsi sin dall’inizio?
“Non c’è dubbio che per il Movimento andare da soli è sempre più premiante in termini di voti. È ovvio che non potremo replicare la performance delle politiche alle amministrative, ma con Conte al nostro fianco potremmo anche vincere”, dice un futuro candidato consigliere che non ci sta a perdere il simbolo all’interno di una coalizione.
In sala si sono visti anche dei potenziali candidati sindaco in una corsa solitaria. A cominciare da Giuseppe Mainiero ormai sempre più pentastellato fino a Giovanni Quarato, Giuseppe Ciuffeda del presidio di Libera e Alessio Lusuriello dell’associazione Libertà Civile.

“La città vive un particolare momento con lo scioglimento per mafia. Roberto Fico non è più nelle istituzioni ma continua a fare politica. Era il 2013 quando io e Rosa andammo a trovarlo in vigilanza Rai per sottoporgli una questione ed ha ancora a cuore le sorti di Foggia”, ha rimarcato Furore.
Per l’ex presidente avere dei sindaci pentastellati è essenziale per lottare contro l’autonomia differenziata.
“Qui c’è il M5S e siamo in assetto da combattimento. Noi saremo qui e in tutta Italia per combattere un provvedimento scellerato che non ha nessuna ragione di essere. Noi non possiamo permettere che con un provvedimento di Calderoli il Sud vada in difficoltà”, ha detto in esordio Fico.
“Vogliono dividere il Paese tra centro e periferia, Nord e Sud, coste e aree interne. Questa legge crea un assoluto caos istituzionale. Le Regioni entrerebbero in conflitto con i Comuni. In un caos amministrativo ed istituzionale ci rimettono i cittadini. È un nuovo centralismo regionale che allontana il cittadino dalle istituzioni. Sono i Comuni che stanno accanto ai cittadini. Toti ha già detto che vuole il porto e le autostrade, ma questo riduce la competitività facendo sì che le norme tra le regioni siano differenti. Non ha precedenti in Europa. Calderoli è diventato lo statista del Paese? Era uno che andava con l’ampolla nel Po. Mi fanno arrabbiare i Fratelli d’Italia, loro sono i patrioti, i nazionalisti che amano la patria. Ebbene i patrioti pur di rimanere al governo fanno approvare 21 staterelli. Anche noi siamo patrioti, io mi riconosco nella Patria che dà il reddito di cittadinanza a chi è in difficoltà, vuole includere le persone. La Patria è qualcosa importante è qualcosa in cui noi ci riconosciamo. L’autonomia differenziata è una truffa, sono arrabbiato con i presidenti di regione. La partita è truccata lo dico a Bardo e ad Occhiuto. È inaccettabile noi siamo qui per combattere insieme a tutti voi”.