Snobbata, denigrata ma sempre visitata. La Fiera dell’Agricoltura di Foggia nonostante il triste momento che sta vivendo continua ad essere un appuntamento al quale in molti non vogliono rinunciare. Padiglioni praticamente vuoti, stand posizionati alla rinfusa, assenza totale delle istituzioni, ad iniziare dai comuni (l’unico comune presente su 61 quello di Lesina). Tanti problemi ma anche tanta voglia di rilanciare quella che fino a qualche anno fa era considerata la rassegna di settore pù importante del Mezzogiorno.
Devono crederci in primis i foggiani, invece sono i primi a polemizzare. Facile scaricare le responsabilità agli altri. “Mi aspettavo molto di più da questa fiera – racconta Vincenzo di Cerignola -, pochi stand e scarsa offerta. Sono rimasto molto deluso”. “Provo tanta rabbia a vedere la Fiera di Foggia in queste condizioni. Lo spazio del quartiere fieristico – aggiunge Antonio – non ce l’ha nessuno. La colpa è anche dei nostri imprenditori che non ci credono. Che peccato”.
I pochi operatori commerciali presenti, pur delusi dell’andamento, non accettano le critiche e credono in un pronto rilancio. “Sono troppo affezionata a questa fiera – racconta Angela Caputo dell’Azienda Turco di Lesina. Ed è proprio perché sta attraversando un brutto periodo che dobbiamo sostenerla. Come? Partecipando, invece tutti che la snobbano. Non è così che si rilancia la fiera di Foggia. Le vendite? Poche”.
Ma c’è anche chi come la famiglia Di Viccaro che produce pasta artigianale nelle campagne di Cerignola si dice soddisfatta. “Non ci possiamo lamentare, come prima nostra esperienza è andata bene. Non siamo delusi, lo sono i visitatori che si aspettavano i mezzi agricoli e gli animali”. Scarsa anche la rappresentanza politica. Tra i pochi a visitare la fiera l’assessora regionale Rosa Barone, la senatrice Gisella Naturale e il candidato sindaco al Comune di Foggia, Nunzio Angiola. “Gli enti, ad iniziare dai comuni e dalla Provincia devono tornare a sentirsi parte integrante di questa fiera – afferma Barone – e poi dobbiamo rimettere al centro l’agricoltura”.
“Una fiera che si sta perdendo per strada – aggiunge Angiola – un passato glorioso che si è svanito. Per rilanciarla occorre un piano industriale”. “La Capitanata ha bisogno della fiera che valorizzi tutte le eccellenze del nostro agroalimentare. E’ gravissimo che i foggiani la stanno snobbando”. Critiche anche le associazioni agricole. “Mi piange il cuore ad entrare in fiera – racconta il presidente di Confagricoltura, Filippo Schiavone -. Credo sia necessaria una nuova programmazione con idee concrete e soprattutto con uomini in grado di realizzare il grande sogno”. Per Angelo Miano della CIA Agricoltori Italiani è necessario cambiare anche il periodo. “Meglio a marzo o a settembre”.