Foggia ha il suo primo volo internazionale. La prima destinazione straniera del Gino Lisa che finalmente ha rimesso le ali sigilla il ponte con i Balcani permettendo a turisti, viaggiatori e pellegrini di approdare a Mostar, l’aeroporto a circa 30 km da Medjugorje. Meta famosa in tutto il mondo per i viaggi di fede, per i pellegrinaggi spirituali, che accoglie credenti e scettici per un viaggio che cambierà inesorabilmente la propria vita. Proprio come ha cambiato quella di Claudia Tibollo, nata e cresciuta a Foggia ma che da sempre ha avuto nel cuore una chiamata: quella della devozione verso la Madonna.
Dopo gli studi in Lingue e Letterature Straniere ed alcune esperienze come docente, Claudia dal 2011 ha iniziato ad occuparsi di pellegrinaggi a Medjugorje, la parrocchia in Erzegovina, in cui dal 1981 hanno luogo le apparizioni della Regina della Pace. Una storia in cui destino, provvidenza, fede e devozione si intrecciano dato che Claudia decide di fare una scelta coraggiosa ma che appaga il desiderio più profondo del suo cuore. Andare a vivere al cospetto della Gospa. Oggi è una madre e moglie felice che è riuscita a coniugare anche la sua preparazione professionale con la sua devozione per la Madonna: lavora infatti per Bianco Viaggi, un tour operator specializzato in pellegrinaggi. La sua è una storia bella di quelle da raccontare, lei è un punto di riferimento per coloro che vogliono avvicinarsi a questa esperienza così da meritarsi anche un ruolo di membro di “Comitato Vola Gino Lisa” da sempre in prima linea per ridare nuova vita al nostro aeroporto. Oggi, finalmente, l’aeroporto di Foggia spiega le sue ali realizzando il sogno di quanti hanno desiderato poter recarsi in modo più agevole nei luoghi di culto per intraprendere il viaggio del proprio cuore.
Una scelta di vita controcorrente ma al passo con il desiderio più profondo del tuo cuore. Come avviene questa scelta?
La mia scelta di vita non è dipesa da me, ma si è sviluppata “in itinere”, se così si può dire. Arrivai per la prima volta a Medjugorje nel settembre 2010, con un pellegrinaggio organizzato da Don Antonio Menichella allora parroco di “San Pio X” e dopo quell’esperienza la mia esistenza cambiò per sempre. Sentii che una chiamata che risaliva alla mia infanzia stava cominciando a manifestarsi, dopo anni e anni di dubbi a cui nessuno sapeva rispondermi. Era la Madonna.
La fede è un percorso intimo e personale. Come ti sei avvicinata alla devozione per la Madonna?
Il mio amore per Lei risale a quando stavo per accostarmi alla Prima Comunione, nell’aprile del 1992. Mia madre mi aveva insegnato a recitare il Santo Rosario e pregavo con lei da quando era scoppiata la guerra in Iraq. Ricordo il dolore che mi riempiva come se fosse qualcosa che stava accadendo alla mia famiglia quando seguivo con attenzione quanto stava accadendo in Bosnia Erzegovina: i telegiornali ci riportavano le notizie dei massacri quotidiani che avvenivano a una manciata di km dalle nostre coste, mentre noi vivevamo i meravigliosi anni Novanta con la loro musica indimenticabile. Qualcosa era entrato profondamente dentro di me ma non trovavo risposte.
Come un pellegrino che segue un percorso ardito hai continuato a cercare…
Esatto, per anni ho letto libri e seguito documentari sulla Madonna di Medjugorje che mi incuriosiva e affascinava ma nessuno sapeva dirmi qualcosa di particolare e preciso su di Lei finché, nel viaggio di ritorno da Medjugorje a Foggia, incontrammo sulla nave Padre Anto Rados, di ritorno anche lui dalla sua terra natia. Fu in quel momento che capii che era lui la persona che avrebbe dato luce alle mie domande. Cominciai a frequentare tutti gli incontri di preghiera del primo sabato del mese presso la parrocchia “Gesù e Maria”, e a seguire gli incontri del venerdì sera della Comunità “Preghiera e Parola”, in cui ho avuto modo di conoscere tutte quelle belle persone che hanno contribuito alla mia formazione umana e spirituale. Mi è impossibile elencarle tutte, ma a loro devo tanto. Ho viaggiato con loro molte volte per raggiungere l’amata Medjugorje, sono state esperienze indimenticabili.
Da Foggia a Medjugorie: quando decidi di trasferirti definitivamente?
Dopo tre anni di pellegrinaggi continui, nell’agosto 2013 incontrai una giovane guida croata per i pellegrini italiani, che mi accompagnò lungo la Via Crucis sul Monte Krizevac. Quella guida si chiama Mario e dal 2015 è mio marito poi diventato il papà delle mie bambine. Dall’anno scorso lavoriamo anche insieme per lo stesso tour operator. Ed ecco come quella chiamata dell’infanzia si spiegava: avevo vissuto una vera a propria preparazione per “sposare” e “sposarmi” a Medjugorje e con tutto ciò che è avvenuto qui, con la vita di mio marito e dei miei parenti che vivevano la guerra mentre seguivo tutto in tv. Padre Anto è stato il testimone di Mario al Comune di Foggia e ha celebrato il nostro matrimonio nella chiesa di Medjugorje. Adesso anche lui è qui, dove da pochissimo è attiva una casa di guarigione della comunità “Preghiera e Parola”, come Centro di Aiuto Spirituale a cui le persone possono rivolgersi per la cura delle sofferenze profonde, e ogni mattina leggo con gioia le meditazioni che ci manda. Le mie bambine sono state battezzate entrambe a Medjugorje e abbiamo vissuto in questi anni tra le due sponde dell’Adriatico, solo il Covid ci ha bloccato qui per più di undici mesi consecutivi.
Medjugorie ormai è famosa in tutto il mondo: cosa significa vivere in un posto in cui si respira quotidianamente la devozione?
Qui è normale parlare di Lei, la vita scorre all’ombra della collina delle Apparizioni e del monte Krizevac, insieme alle gioie e ai dolori di ogni giorno; continuano a fiorire vocazioni religiose e sacerdotali, io sono testimone indegna di tanti bellissimi episodi e vicende della vita di persone conosciute e sconosciute, e nulla avviene per caso. La fede qui è molto forte perché è stata sempre accompagnata dal martirio, per questo è così rocciosa ed esemplare. Oltretutto, un invito della Regina della Pace è quello di farsi una vita semplice e a non badare al superfluo. Negli anni delle prime apparizioni i fedeli erano perseguitati dalla polizia del regime comunista, i miei parenti mi raccontano cose che farebbero fuggire a gambe levate chi non è pronto a qualsiasi cosa pur di difendere la propria fede e la propria identità.

Com’è cambiata oggi la tua vita?
Da quanto ho raccontato fino ad ora potete capire come sia cambiata la mia vita. Grazie e insieme a Mario posso dire di aver trovato il senso di famiglia come piccola Chiesa domestica, dove vivere i messaggi della Regina della Pace. Grazie a Medjugorje il mio senso di appartenenza alla Chiesa Cattolica si è irrobustito tantissimo, insieme al mio rispetto e all’amore per i sacerdoti e per il Santo Padre. Medjugorje è fonte di pace senza fanatismi né estremismi: è mettersi alla scuola della Madonna e portare questa pace con l’esempio, perché sono gli altri ad accorgersi che un pellegrinaggio cambia il cuore di una persona.
Nonostante le numerose e recenti conferme c’è ancora chi è scettico sulle apparizioni di Medjugorie. Tra loro anche chi non ha ancora incontrato la fede sul proprio cammino. Che cosa diresti a queste persone?
Consiglio a tutti di venire a Medjugorje almeno una volta nella vita, nessuno è obbligato a credere ma nessuno potrà dire: “Io non sapevo nulla”. Il santo Padre ha mandato qui il Nunzio Apostolico a carattere speciale per la parrocchia di Medjugorje, prima il compianto Mons. Henryk Hoser e adesso Mons. Aldo Cavalli. A tante persone, così come a me, il messaggio di conversione che viene da Medjugorje ha cambiato la vita per sempre e l’ha cambiata in meglio. Non significa togliersi la Croce dalle spalle, ma imparare a portarla.
Finalmente Foggia torna a volare: il primo volo internazionale ha come destinazione Mostar. Un ponte che potrà collegare più facilmente tutti i pellegrini che desiderano raggiungere Medjugorie. Che cosa significa per te?
Questi voli internazionali significano tantissimo: potrò raggiungere Foggia più spesso, ma soprattutto permettere ai miei parenti croati di visitare le meraviglie e i santuari della nostra Capitanata ma al tempo stesso anche parenti e amici italiani potranno raggiungere Medjugorie con facilità. Tuttavia non è la prima volta che raggiungo questa terra meravigliosa dal nostro aeroporto. A Capodanno 2011 partii dal Gino Lisa per Mostar con un charter organizzato dall’amica Maria Gugliemi della “Italian Lands”. Da quella volta capii che non dovevo e non potevo più fermarmi, Medjugorje mi chiamava irresistibilmente perché avevo compreso, finalmente, cosa fosse la pace.
Tanti di coloro che tornano da Medjugorie parlano proprio di questa sensazione. Vuoi provare a spiegarla ai nostri lettori?
La definizione è qualcosa che non si può descrivere a parole, bisogna viverla: come ha spiegato la Madonna stessa ai veggenti, la pace non è solo l’assenza di guerre ma una condizione interiore che ci permette di vivere il paradiso già qui sulla terra. Il Signore ha mandato in questi quarantadue anni Sua Madre in questo piccolo paese tra i monti perché capissimo che abbiamo già tutte le “armi” per essere felici: il Vangelo, la Santa Messa, la Confessione, il Santo Rosario e il digiuno. Si tratta dei cosiddetti “5 sassi” contro il nostro Golia.
Per concludere: adesso si sta parlando della vicenda della Madonna di Trevignano, in Italia. Le apparizioni, le lacrime di sangue di una statua della Madonna che arriverebbe proprio da Medjugorie. Si sente l’eco della vicenda anche da voi?
Nessuno qui parla di Trevignano, io ho letto qualcosa ma non ho approfondito. Mi basta pensare che dai frutti si riconosce la pianta: il tempo lo rivelerà.