Il boss foggiano Salvatore Prencipe ucciso nel più classico dei rituali mafiosi. Il killer, infatti, ha esploso due fucilate mentre il capomafia si trovava in auto cancellandogli la faccia. La prima fucilata ha colpito la vittima al torace, la seconda in pieno volto. Poi il sicario è salito in un’auto guidata da un complice e si è dileguato. Poco dopo, una Fiat Grande Punto è stata ritrovata bruciata in via Sprecacenere, molto lontano dal quartiere Cep, scenario dell’agguato a Prencipe. Le testimonianze raccolte dagli inquirenti sul luogo dell’agguato, anche tra i residenti, hanno consentito di ricostruire la dinamica del fatto. Non è scontato che qualcuno mostri disponibilità nel sostenere il lavoro degli investigatori.
Libero dal 2015, Prencipe era sparito dal giro dopo il suo coinvolgimento nei processi “Panunzio”, “Double Edge” e “Poseidon”. Viveva con la madre in viale Kennedy ed era molto attivo sui social. Forse, però, studiava anche il modo per rientrare nel mondo della malavita foggiana. Spetterà agli investigatori risalire al movente.
L’omicidio del boss riaccende i riflettori sulla brutalità della mafia locale. “Il rituale dell’uccisione può essere pensato come un tentativo di eliminare qualcuno fisicamente – ha spiegato più volte il magistrato Giuseppe Gatti, oggi in servizio alla Direzione nazionale antimafia e grande esperto di criminalità foggiana -. Ma qui non stanno semplicemente cercando di eliminare qualcuno, stanno davvero cercando di cancellare qualsiasi ricordo di questa persona. Sparare in faccia a qualcuno significa cancellare la sua memoria e non dare ai propri cari la possibilità di vederne il volto per l’ultima volta. Questo è un atto di estrema ferocia”. Gatti parlava in questi termini soprattutto in riferimento alla mafia garganica, tra le più brutali della provincia, nota per l’utilizzo dei fucili e per il colpo di grazia esploso in faccia.
Sono note le alleanze tra foggiani e clan del promontorio come anche l’abitudine nel concedere killer “in prestito” per determinati agguati. Che ci sia la mano garganica dietro l’agguato mortale a Prencipe? Al momento, gli investigatori hanno effettuato perquisizioni ed eseguito 5 stub su altrettanti pregiudicati gravitanti nei Moretti e nei Sinesi-Francavilla. Le indagini proseguono.
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