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Home » Dipendenti del Parco del Gargano in difesa dell’ente: “Qualcuno vuole solo colpirci…”

Dipendenti del Parco del Gargano in difesa dell’ente: “Qualcuno vuole solo colpirci…”

Di redazione
21 Febbraio 2018
in Lavoro
4
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Parco-Nazionale-del-Gargano-500

“Le accuse circolate in questo mese da parte del WWF sezione di Foggia in ordine ai presunti mancati adempimenti da parte dell’Ente Parco Nazionale del Gargano e della messa in discussione della sua istituzione attraverso l’interrogazione parlamentare dell’onorevole Segoni, intendono solo colpire l’istituzione e i lavoratori pubblici che in esso vi lavorano. Questo ci trova fermamente contrari”. 

Con questa dichiarazione si apre il documento con il quale le RSU delle tre sigle sindacali CISL CGIL UIL dell’Ente Parco nazionale del Gargano hanno voluto scendere in campo personalmente per difendere l’Istituzione nella quale operano quotidianamente. 

“E’ un atteggiamento di tipo discriminatorio e del tutto inaccettabile- continua la nota dei dipendenti. Non siamo più disposti a tollerare ulteriori interventi intesi a frammentare quanto già realizzato con fatica. Interventi che ledono la dignità e la professionalità dei dipendenti e del nostro Presidente.  Riteniamo fondamentale estirpare ogni derivazione culturale di tipo conflittuale poiché la divisione nell’ambito dell’operato di un Parco Nazionale, erodendo in modo differenziato diritti e tutele, genera malanimo e ostilità, lede il concetto stesso di Istituzione e non risponde ai canoni di una società costituita sul valore fondante del rispetto. Infine vorremmo che la salvaguardia delle specificità da parte di chi attacca ormai sistematicamente sia reale e non costituisca il paravento della politica dell’attacca che poi ottieni. Siamo fortemente convinti che l’Ente persegua al meglio e con i mezzi amministrativi e legislativi messi a disposizione, gli obiettivi per il quale esso è stato istituito, del resto se esistono le bellezze in esso protette, dopo 20 anni dall’istituzione del Parco stesso, evidentemente si adempie al proprio compito. Crediamo che se non fosse stato istituito l’Ente Parco, questo territorio sarebbe stato colonizzato in ogni sua parte.

È inoltre sintomatico che l’Ente, nonostante il riconoscimento per il miglior piano di abbattimento delle opere abusive eseguito dalla Procura della Repubblica di Foggia, sia ingiustificatamente elevato a bersaglio, questo a maggior ragione quando nessun accenno contrario è stato assunto prima  dell’estromissione di soggetti terzi che hanno di fatto contribuito personalmente alla gestione ed alla affermazione di ciò che oggi è il Parco stesso, sarebbe come puntarsi il dito contro”. 

Sulla stessa linea si è mossa anche la Comunità del Parco, riunitasi ieri presso la sede dell’Ente a Monte Sant’Angelo. Nel corso della riunione anche i sindaci, capeggiati dal primo cittadino di Peschici Franco Tavaglione, hanno deciso di stilare un documento con il quale difendere l’istituzione e il suo Presidente dai continui e strumentali attacchi.

“I fatti smentiscono le accuse di chi vuole soltanto buttare fango, in maniera strumentale, sull’operato di un’istituzione che lavora producendo ottimi risultati non soltanto in materia di tutela ambientale, ma anche di supporto allo sviluppo economico, della cultura e delle tradizioni del Gargano, si legge nella nota della Comunità. Un’attenzione dimostrata  anche dalla volontà di candidare il Gargano nella strategia nazionale delle Aree Interne e al MaB UNESCO, un riconoscimento che consentirebbe di  entrare in una rete mondiale di territori in cui lo sviluppo economico sostenibile è in equilibrio con la tutela dell’ambiente. Gli attacchi strumentali, che producono effetti negativi sulla collettività che difficilmente comprende procedure interne e altamente tecniche, non ledono affatto la serenità di una Comunità che continuerà a lavorare, come ha sempre fatto, in stretta sinergia con un Ente  e con il suo Presidente che ha sempre mostrato la volontà di far conoscere e crescere il Gargano in tutte le sue sfaccettature. Ecco perché esprimiamo tutta la solidarietà della comunità garganica che rappresentiamo nei confronti dell’Ente Parco Nazionale del Gargano e della sua governance che riteniamo -senza smentite- stiano interpretando, nel delicato momento storico che attraversiamo, attenzione e cura alla natura, all’ambiente e alla comunità”.

Tags: garganoParco del GarganoSegoniWwf
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Comments 4

  1. Marco Bevilacqua says:
    11 anni ago

    Scusate, forse non sono molto pratico, ma in che modo si tutelano le vittime minorenni oscurando il nome dell’accusato?

    • Marcello Di Bartolomeo says:
      11 anni ago

      denunciando che qualcuno ti segue e poi finisce tutto li perche’ tanto se chiami qualcuno ti rispondono che se non c’e’ un ferito o un morto loro non possono intervenire , risultati zero e zero tutela

  2. Gustavo Gesualdo says:
    11 anni ago

    nome e cognome
    e lasciatelo al popolo

  3. Emanuele Rozay says:
    11 anni ago

    Alla fine dell’articolo di può leggere:
    “Inoltre, il 7 dicembre 2014, sono state scattate numerose foto durante l’evento sportivo dal titolo “Coppa dei campioni di distensione su panca”, che lo ritraggono in gara.”

    Ora voi provate a cercare “Coppa dei campioni di distensione su panca 7 dicembre 2014” su google e troverete il sito ufficiale dell’evento.

    Per velocizzare la cosa aprite questo link che vi farà scaricare il pdf dei risultati della gara alla quale ha partecipato anche il molestatore in questione, (reperibile appunto nel sito dell’evento sportivo) e scorrendo la lista di nomi trovate un personaggio che ha il cognome che inizia con la C e il nome con la O e che all’epoca dei fatti (2014) aveva proprio 33 anni, di Campobasso e si allenava nella palestra Extreme Fitness.

    http://www.wdfpf-italia.net/images/stories/documenti/coppa-dei-campioni-2014-foggia-a.pdf

    Il suo nome sarebbe quindi il secondo della terza pagina del file.

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