“Non si può fare un referendum senza investire denaro in informazione, per questo abbiamo deciso di ‘auto-tassarci’ di mille euro, visto che non è stato possibile stanziare 250mila euro così come aveva proposto il Consiglio regionale”. Il vicepresidente della Regione Puglia, Giandiego Gatta, è sempre stato uno dei più fervidi sostenitori dell’opposizione alle trivellazioni al largo del Gargano. L’avvocato manfredoniano, ex presidente dell’ente Parco, non ci ha pensato un attimo nel “mettersi in scia” nella battaglia politica tra il governatore Michele Emiliano ed il premier Matteo Renzi per “tutelare gli interessi” della sua terra. La battaglia referendaria per il sì, dunque, è diventata una partita politica incrociata, con da una parte la questione dell'”inopportunità” politica di uno stanziamento così corposo portata avanti dai renziani e, dall’altra, la richiesta dei consigli regionali della Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Veneto (ne sarebbero bastati 5 per far partire il referendum).
Alla bocciatura della proposta della Presidenza pugliese dello stanziamento di 250mila euro di soldi pubblici per “l’attività della campagna referendaria 2016”, ha fatto seguito l’ultimo ordine del giorno con il quale si precisa che: “il Consiglio regionale della Puglia ordina ai servizi finanziari del Consiglio regionale – previa necessaria sottoscrizione individuale del presente da parte dei Consiglieri regionale della Puglia e degli assessori esterni – di apportare un prelievo di almeno 1.000 euro sulle indennità del mese di aprile, da assegnare ai delegati regionali della Puglia, per finanziare – con le modalità ritenute più opportune – le “Spese per la campagna informativa sul referendum popolare del 17 aprile 2016 (DPR del 15 febbraio 2015)”. L’ordine del giorno è stato approvato con 34 voti favorevoli e 10 astenuti (con gli altri consiglieri assenti).
“Le risorse – spiega Giandiego Gatta – serviranno a stampare il materiale promozionale per il voto: il materiale verrà distribuito a tutti i cittadini. Per il momento, non è stato attivato nessun altro tipo di canale per l’informazione sulla campagna referendaria”. Se tutti i consiglieri decidessero di aderire, al minimo verranno raccolti 53mila euro. Ma mille euro è solo la cifra minima da destinare all’obiettivo. L’idea, secondo alcuni membri di via Capruzzi, è quella di raccogliere una cifra maggiore e, attraverso il porta a porta, eliminare le spese postali. Solo così si potrà vincere la battaglia politica e territoriale. Renziani permettendo.

