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Home » Sanitaservice addio, l’Asl punta su gare d’appalto. “Molti lavoratori rimarranno fuori, sarà un massacro”

Sanitaservice addio, l’Asl punta su gare d’appalto. “Molti lavoratori rimarranno fuori, sarà un massacro”

Di Michele Iula
21 Febbraio 2018
in Sanità
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sanità

Da sinistra, Santo Mangia (sindacato Usb), Tommaso Fiore (ex assessore regionale Sanità) e Michele Emiliano (governatore Puglia)
Da sinistra, Santo Mangia (sindacato Usb), Tommaso Fiore (ex assessore regionale Sanità) e Michele Emiliano (governatore Puglia)

Ad otto anni dalla creazione – a Foggia – delle Sanitaservice si torna indietro: le Asl sarebbero pronte a partire con le nuove gare d’appalto, a cominciare dalle pulizie. Dopo le bocciature dei tribunali amministrativi per alcuni affidamenti a Taranto e Brindisi alle società in house, sarebbe arrivato il momento di tornare al passato, quando i fornitori erano le cooperative private. Così, gli oltre 6mila lavoratori impiegati nelle società in house fortemente volute da Sel (in particolare dall’allora consiliare regionale, ora parlamentare, Arcangelo Sannicandro e dal governatore Nichi Vendola), adesso sono con il fiato sospeso. “Sarà un massacro – spiega il coordinatore Usb Santo Mangia, uno che ha seguito dall’inizio le vicende -, dicono che ci sarà la clausola di salvaguardia, attraverso la quale i lavoratori passeranno dalle Sanitaservice ai nuovi gestori, ma non sarà così. Molti rimarranno fuori, per una ragione molto semplice: con la riduzione degli spazi per via dei tagli del piano di riordino, diminuiranno ad esempio le superfici da pulire, e dunque ci sarà bisogno di molto meno personale rispetto ad ora”. Un allarme che da tempo circola nei corridoi delle aziende regionali. Il governatore Michele Emiliano, in uno degli incontri a Foggia sulla sanità in campagna elettorale, aveva usato un’espressione forte: “Dovranno passare sul mio corpo se vorranno cancellare le Sanitaservice”. Ora il vento sembra cambiato. “Tutto è stato stravolto dalle linee guida volute da Legacoop – continua Mangia -, da allora non ci sono state più garanzie per i lavoratori. Con quel regolamento si decise per la scadenza, entro sei anni dall’affidamento, dei servizi: siamo arrivati a quel punto”. E se Foggia è stata “più fortunata”, perché ha bruciato tutti sul tempismo e non ha scadenze di questo genere, rischia di essere travolta nel ciclone. Sì perché se c’è un obiettivo nel breve periodo è quello di uniformare tutte le società, visto che adesso ognuna gestisce servizi diversi con modalità differenti nella selezione del personale. Il presidente della commissione sanità Pino Romano ha già annunciato che “dopo il Piano di riordino si metterà mano alle Sanitaservice”. In pochi mesi, dunque, il panorama dei servizi nella sanità pugliese potrà essere nuovamente stravolto.

asl ok

Le linee guida della discordia

La Giunta regionale qualche tempo fa ha approvato i nuovi criteri di organizzazione e gestione delle Società strumentali alle attività delle Aziende ed Enti del Servizio Sanitario regionale, le “Sanitaservice”. Il documento prevede la costituzione e attivazione delle società “in house”. “Il criterio generale per il reclutamento di personale e per il conferimento di incarichi presso le Società in house – è scritto nel regolamento -, nel rispetto dei principi di trasparenza, pubblicità e imparzialità ed in analogia con il reclutamento e la gestione di personale presso le Pubbliche Amministrazioni, deve essere quello dell’evidenza pubblica”.

Le Sanitaservice possono essere costituite dal direttori generali di Asl o enti del Sistema sanitario regionale “a condizione ci sia invarianza o riduzione dei costi”. La società deve avere durata decennale, per questioni di ammortamento costi e deve operare solo a favore della Asl o ente controllante. Va redatto un apposito business plan che contenga le modalità di riduzione dei costi rispetto agli affidamenti esterni. Andranno affidate alle Sanitaservice attività di ausiliarato, portierato, pulizia locali, sanificazione sale operatorie e locali di cura, il trasporto dei pazienti con il 118, trasporto dializzati, trasporto vaccini, sangue, logistica integrata farmaci e beni economati, la gestione del Cup (centro unico di prenotazione) e la piccola manutenzione esclusi i grandi impianti, attrezzature medicali e informatiche. Un disciplinare di servizio conterrà i rapporti tra Azienda sanitaria e Sanitaservice. Per il reclutamento del personale si terrà conto della cosiddetta “clausola sociale” e oltre a utilizzare il Ccnl di categoria Aiop, deve essere di evidenza pubblica. Per le Sanitaservice ci sarà un amministratore unico che otterrà un compenso pari al 70 per cento del direttore generale della Asl-ente controllante. L’altra novità riguarda il giudizio dei fruitori dei servizi.

“Il Business Plan, inoltre – viene precisato -, deve riportare indicazione degli esiti della valutazione di ‘customer satisfaction’ relativa ai servizi attualmente gestiti dall’Azienda e che si intenda affidare in house, esplicitando le azioni, modalità e condizioni attraverso le quali l’affidamento in house consentirebbe un miglioramento qualitativo di ciascun servizio”. In un solo caso potrebbe essere previsto il ritorno all’esterno (appalto pubblico) per la gestione: “Qualora eventuali strategie di adeguamento dei costi relativi all’erogazione di uno o più servizi da parte della Società non consentano, entro 6 mesi dalla rilevazione dello scostamento, il ripristino della sostenibilità economica, il Direttore generale provvede all’attivazione delle procedure per il riaffidamento all’esterno tramite gara dei servizi in questione. Ad avvenuta aggiudicazione della gara, il direttore generale provvede alla revoca dell’incarico alla società in house”.

Tags: aslBariFoggiaMichele EmilianoSanitaserviceSanto MangiaUsb
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