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Home » Si chiude in bagno con la sua bambina per sfuggire all’ira del convivente. Terrore a Scalo dei Saraceni

Si chiude in bagno con la sua bambina per sfuggire all’ira del convivente. Terrore a Scalo dei Saraceni

Di redazione
22 Febbraio 2018
in Cronaca
3
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I carabinieri di Zapponeta hanno tratto in arresto per maltrattamenti contro familiari, lesioni personali, violenza privata e minaccia grave un uomo 60enne polacco, Miroslav Tadeusz Nowak. La pattuglia dell’Arma è intervenuta in località Scalo dei Saraceni (riviera sud di Manfredonia) presso un’abitazione dove una donna (40enne straniera) ha raccontato di essere stata aggredita a schiaffi e pugni dal suo convivente (in preda ai fumi dell’alcool) che la stava minacciando anche con un grosso coltello.

Giunti immediatamente, i carabinieri hanno sentito delle urla provenire da un appartamento con la porta socchiusa, esattamente dal bagno dove la donna e una bambina (avuta da una precedente relazione) erano raggomitolate per terra mentre nella camera da letto si trovava l’uomo, con vicino, per terra, un coltello di grosse dimensioni. 

La donna, tranquillizzata a fatica dai carabinieri intervenuti, ha riferito di essere stata picchiata e minacciata con un coltello dal convivente, episodi formalizzati in denuncia con il dettaglio anche su altre violenza.

Quella sera, il convivente, per motivi legati a gelosia, aveva iniziato a picchiarla con schiaffi e pugni al viso prendendola per i capelli e spingendola verso il frigo della cucina dove la donna è riuscita a dimenarsi prendendo la bambina e rifugiandosi in bagno, non prima che l’uomo prelevasse un coltello dal tavolo puntandolo contro di loro con minacce di morte. Ma nonostante l’aggressione la donna è riuscita a chiamare il 112. Al termine delle attività, l’uomo è stato arrestato e condotto nel carcere di Foggia.

Tags: carabinieriScalo dei saraceni
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Comments 3

  1. Cletus VanDamme says:
    11 anni ago

    Enichem maledetta… lasciate manfredonia libera di vivere !!

  2. donatocurcio says:
    11 anni ago

    I dati sono, necessariamente, molto al di sotto della realtà: la certificazione della morte avviene sulla causa contingente che la determina che, nella stragrande maggioranza dei casi è una coneguenza della patologia neoplastica; inoltre quando l’ospedale arriva, se ci arriva correttamente, a fare una diagnosi di cancro non esiste l’obbligo di segnalazione. Il che genera dati ottimistici, mentre la situazione sanitaria è di gran lunga peggiore di quella prospettata nello studio che comunque è meritorio e va salutato come un passo importante.

    • Maria Pia Pastore says:
      10 anni ago

      Io indagherei sulle morti, specie di malati terminali e anziani…..A buon intenditor…..

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