“C’è un limite a tutto ed oltrepassarlo, calpestando la volontà del popolo, legittima la protesta più dura: svendere bellezze paesaggistiche come le isole Tremiti alle compagnie multinazionali, che vogliono deturpare il nostro mare, è un delitto di cui si sta macchiando tutto il centrosinistra ed in particolare il Partito Democratico”. Lo dichiara il vicepresidente del Consiglio regionale, Giandiego Gatta. “Saltiamo dalle sedie – aggiunge- non solo per l’atto dispotico del governo Renzi, che dà un colpo di spugna alle indicazioni delle Regioni; ma soprattutto perché, con tutta evidenza, ricchezze straordinarie come le Tremiti vengono servite su un piatto d’argento per poche briciole, duemila euro. E’ questo il valore del nostro mare per Renzi e il suo partito, un valore a dir poco ridicolo con cui si autorizzano le trivelle. Una protervia senza precedenti nella storia istituzionale, che rischia di compromettere in modo irreversibile l’assetto del territorio. Il tutto – conclude Gatta – per accontentare i poteri forti, amici del centrosinistra, in nome del business più scellerato”.
Anche il presidente del Gruppo consiliare dei Popolari, Napoleone Cera si è espresso sulla questione: “Mentre da un lato verifichiamo che anche i Governi dell’altra sponda dell’Adriatico aderiscono alla moratoria delle trivellazioni, il Governo italiano, pur in presenza di una corale presa di posizione delle Regioni meridionali contro tale invasiva ricerca di idrocarburi ne ripropone le trivellazioni.
Le aree marine protette, come le isole Tremiti, non possono essere esposte a simile rischio.
Più volte i cittadini hanno manifestato e coinvolto le Amministrazioni comunali e la Regione Puglia per far sentire il determinato rifiuto opposto a tale assurda iniziativa di ricerca che mette a rischio uno dei tesori naturali più preziosi che abbiamo il dovere, come Istituzione regionale, di salvaguardare e tutelare.
Di nessun territorio possiamo disporre liberamente, men che meno di quei siti che sono orgoglio e vanto della nostra regione da difendere in ogni modo.
Alle Isole Tremiti e al suo meraviglioso mare è già ampiamente collegato tutto lo sviluppo turistico del Gargano e della regione. L’area marina protetta è un naturale sito idoneo alla crescita e al ripopolamento delle specie marine che aiutano il comparto della pesca a mantenere inalterato l’intero ecosistema.
La decisione unilaterale del Governo e del suo Ministro dell’Ambiente non solo ci amareggia e ci sorprende, ma ci spinge a fare valutazioni politiche che mettono in discussione il corretto rapporto che deve intrattenersi ed intercorrere tra Istituzioni.
Dal Consiglio regionale che si terrà domani propongo che parta un forte e determinato ordine del giorno contro l’assurda decisione del Governo nazionale che ha di fatto autorizzato la ripresa delle trivellazioni in Adriatico”.
