Nella “guerra” per i posti letto destinati ad Rssa (residenze socio-sanitarie) viene scritto un nuovo capitolo: l’Asl riconosce il conflitto di interesse tra il dirigente Ettore Magaldi (responsabile del procedimento di assegnazione) ed il fratello Rocco, legale rappresentante della Fondazione Giuseppe Palena, così come ricostruito in alcuni articoli da l’Immediato. Il dg Vito Piazzolla ha demandato l’incarico di far chiarezza a Cesare Cervia, responsabile del controllo di gestione. Il risultato è stato l’annullamento degli atti di assegnazione dei 60 posti letto che per molto tempo sono stati misteriosamente congelati (ai tempi della direzione di Attilio Manfrini). Magaldi è stato uno degli uomini di riferimento dell’ex dg, il quale lo ha inserito nel gruppo di comando con grande autonomia nel coordinamento socio-sanitario. È proprio questo il punto: come fa un dirigente, con deleghe precise nel settore oggetto di conflitto di interesse, a mantenere la propria posizione all’interno dell’azienda?
La fondazione Palena, nonostante l’acclarato imbarazzo nei ruoli, aveva tentato anche una linea difensiva, difficilmente accoglibile anche in tempi allegri: “La memoria trasmessa dalla Fondazione Giuseppe Palena – scrivono nella delibera numero 930 del 15 dicembre – rimarca le finalità non lucrative dell’Ente ed il fatto che i membri dei propri organi direttivi non percepiscono alcun emolumento, circostanze queste che precluderebbero l’insorgenza del ravvisato conflitto di interessi. La Fondazione ritiene inoltre che al procedimento di assegnazione dei 60 posti letto residui possano partecipare unicamente le due concorrenti che hanno impugnato dinanzi al TAR la deliberazione n. 20/2015 (Palena appunto e Sanità Più), avendo le altre tre prestato acquiescenza alla decisione di non procedere all’assegnazione di tali posti letto”.
Le condizioni evidenziate, secondo Piazza della Libertà, “non elidono il conflitto di interessi”: “L’art. 6-bis della L. 241/90 esige, infatti, l’assenza in capo al dipendente pubblico di qualunque interesse, non solo di tipo lucrativo”. Adesso dovrà essere il dg Piazzolla a stabilire se Magaldi potrà continuare a svolgere la propria “delega” del coordinamento dell’area socio-sanitaria.
