Il fascino del faro di San Domino (Isole Tremiti, provincia di Foggia) è innegabile. Persino il dittatore della Libia, Mu’ammar Gheddafi, ci aveva provato, dichiarando nel 1987 che in virtù delle deportazioni di cittadini libici effettuate soprattutto dal governo Giolitti a partire dal 1911, l’arcipelago era parte della Libia. Nello stesso anno, precisamente nella notte fra il 7 e l’8 novembre 1987 due cittadini svizzeri, Jean Nater e Samuel Wampfler, misero una bomba sul faro. Il primo rimase ucciso nell’attentato, il secondo fu catturato e condannato. Sulle prime si pensò ad un attentato libico, ma successive indagini chiarirono che i due attentatori, agenti segreti prezzolati, collaboravano con i servizi francesi, nazione con la quale l’Italia aveva all’epoca una controversia diplomatica.
Adesso, l’Agenzia del Demanio ha deciso di offrire San Domino (e altri 10 fari sparsi per l’Italia) in affitto per 50 anni a chi vuole sviluppare un progetto di riqualificazione turistica o culturale: per esempio, ristoranti, B&B, centri di promozione o soluzioni innovative per suscitare interesse nei visitatori. Il progetto si basa sui modelli già implementati in Australia e Canada: si chiama lighthouse accomodation e presuppone l’affitto di un faro da parte di un privato per valorizzare quello che sembra ormai un pezzo di architettura del passato e invece può offrire una nuova vita, anche turistica, per il territorio.
Il bando scade il 18 dicembre e gli interessati – entro il 16 dicembre – potranno chiedere di visitare i luoghi ed inoltrare domande al promotori dell’iniziativa. La presentazione delle offerte invece dovrà avvenire entro il 12 gennaio e soltanto due giorni dopo comincerà la prima seduta di gara. Il criterio scelto per la selezione delle proposte è quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa, che considera sia la proposta progettuale attraverso elementi di natura qualitativa (per un punteggio max pari al 60%), sia l’offerta economica attraverso elementi di natura quantitativa (per un punteggio max pari al 40%).
I fari si trovano in Sicilia, Campania, Puglia e Toscana e sono: il faro di Brucoli ad Augusta, il faro di Murro di Porco a Siracusa, il faro di Capo Grosso nell’Isola di Levanzo-Favignana, il faro di Punta Cavazzi a Ustica, il faro di Capo d’Orso a Maiori, il faro di Punta Imperatore a Forio d’Ischia, il faro di San Domino alle Isole Tremiti, il faro Punta del Fenalio, il faro di Capel Rosso, il faro di Capo Rizzuto e, infine, quello delle Isole Formiche. Gli ultimi quattro sono stati messi a disposizione dal ministero della Difesa. Si stima che dall’affitto di questi fari, ormai inutilizzati, lo Stato potrà ricavare tra 700 e 800 mila euro l’anno.
[wzslider autoplay=”true” info=”true” lightbox=”true”]

