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Home » Clima di fuoco al Comune di Foggia, volano insulti sul futuro del Don Uva. “Assenza politici vergognosa”

Clima di fuoco al Comune di Foggia, volano insulti sul futuro del Don Uva. “Assenza politici vergognosa”

Di Michele Iula
22 Febbraio 2018
in Sanità
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Sono volate accuse pesanti durante l’incontro sul futuro del Don Uva di Foggia. Il sindaco Franco Landella, infatti, ha convocato ieri in fretta e furia sindacati, parlamentari, consiglieri e assessori regionali per produrre un “documento congiunto capace di far pressioni per la tutela dei posti di lavoro”. Il tentativo non è andato a buon fine. Anzi. Al posto delle “proposte” si sono sentite per lo più offese e sproloqui.

Il primo cittadino ha biasimato il sindacalista Usppi Massimiliano Di Fonso di voler strumentalizzare a fini politici l’incontro (per via della carica di commissario straordinario dell’Udc), usando paroloni: “Sei un ignorante in materia – ha urlato -, peraltro il tuo partito è coinvolto nelle intercettazioni del crack della Divina Provvidenza…”. Da par suo, Di Fonso ha sottolineato di essere stato “corteggiato” proprio da Landella in campagna durante l’ultima campagna elettorale, tornata in cui ha raccolto oltre 900 voti senza tuttavia sbarcare in Consiglio comunale.

Al centro, Massimiliano Di Fonso
Al centro, Massimiliano Di Fonso

Questo per dare il senso del tenore della “discussione”, alla quale non ha partecipato nessun parlamentare, e nemmeno consiglieri e assessori regionali del territorio. “È vergognoso – ha commentato Landella -, abbiamo convocato tutti su un tema strategico dal punto di vista sanitario e occupazionale, ma dobbiamo registrare le brillanti assenze dei rappresentanti politici, alcuni dei quali per certi versi hanno avuto un controllo indiretto all’ente: basta leggere le intercettazioni per farsene un’idea. Evidentemente, ci sono state delle corresponsabilità della politica nelle vicende, e per non replicarle abbiamo deciso di convocare questo incontro, che dovrebbe produrre un ordine del giorno da sottoporre al consiglio. Vogliamo essere presenti agli sviluppi dei fatti, perché in Italia troppo spesse dietro alle emergenze si assiste a speculazioni di ogni tipo”.

Per i sindacati presenti – dalla Cgil alla Fsi – l’iniziativa tuttavia è stata organizzata “fuori tempo massimo”. “Tutte queste valutazioni sono già state fatte in Regione, c’è poco da fare adesso, visto che il 14 dicembre verrà presa la decisione sulle manifestazioni di interesse già sottoposte al commissario Bartolo Cozzoli“. L’Usppi ha attaccato l’amministrazione, rappresentata anche dall’assessore al Contenzioso Sergio Cangelli – che ha seguito l’ultimo inoltro a Bisceglie – e Lucio Ventura di “non essere al corrente degli sviluppi delle vicende”.

Il segretario della Cgil Funzione pubblica Puglia, Biagio D’Alberto, ha fatto chiarezza sui possibili scenari per il dopo crack: “Non ci sono vincoli all’affidamento delle tre strutture ad un unico soggetto o nello scorporare la gestione delle sedi di Bisceglie, Foggia e Potenza. Finora, c’è stata una perdita annua di circa 42 milioni euro, che si è ridotta a 10-12 con l’attività del commissario nell’ultimo anno e mezzo. Ecco perché il Don Uva è entrato nell’alveo dei soggetti appetibili. Solo che bisogna capire cosa possa fare l’amministrazione comunale a questo punto: direi ben poco, perché il ministero dello Sviluppo economico ha già incartato la procedura. Ci sono ancora degli esuberi e delle funzioni fuori norma, ciò che può fare il sindacato adesso è limitare i danni sul fronte occupazionale”. Dello stesso avviso il segretario Fsi (federazione sindacati indipendenti) Achille Capozzi.

image

Conciliativo l’intervento del consigliere di opposizione Augusto Marasco: “Il comune può intervenire sulla qualità del servizio e sulla garanzia occupazionale con i nuovi gestori, perché la partita non si chiude con la procedura di vendita. Bisognerà poi riconfermare i termini per l’accreditamento e valutare l’opportunità di nuove risorse da destinare agli investimenti, aspetto fondamentale per la qualità del piano industriale al quale dovrà seguire un’attenta attività di controllo della Regione Puglia”.

Cangelli non si è voluto esprimere sull’opportunità che la struttura di via Lucera venga acquisita dalla cordata di imprenditori foggiani che si è presentata alla manifestazione di interesse (“sarebbe turbativa d’asta”), e ha tentato di abbozzare una proposta politica capace di esprimere una volontà. Senza successo, visto che persino il sindaco ha lasciato l’aula consigliare anzitempo.

Tags: Augusto MarascoCasa Divina ProvvidenzaDon UvaFoggiaFranco LandellaMassimiliano Di Fonso
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