In Capitanata l’esercito di venditori irregolari attivi è salito al 15 per cento. L’allarme lo lancia Confesercenti Foggia che denuncia come “centinaia di venditori fuori dalle regole, presumibilmente gestiti e sfruttati anche dalla criminalità organizzata, erodono in misura continua e crescente il fatturato delle imprese legali del commercio ambulante”. L’Anva Confesercenti di Foggia – l’associazione del commercio su aree pubbliche – scende in campo il 27 novembre sostenendo la giornata di protesta nazionale. I mercati foggiani, da quelli cittadini, giornalieri e settimanali, a quelli di quartiere, sono ormai assediati dagli operatori abusivi, che si posizionano in prossimità delle strutture commerciali per cercare di intercettare il flusso di clienti.
“A Foggia il problema, già affrontato dal locale Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica nel 2014 – spiega Franco Arcuri, responsabile dello Sportello Legalità della Confesercenti Foggia – ha trovato una forte convergenza nella stessa sede lo scorso 11 marzo quando il Prefetto, unitamente ad Amministrazione Comunale, Camera di Commercio, Confesercenti, Confcommercio e Confartigianato convennero su una bozza di protocollo d’intesa che prevede tutta una serie di interventi sinergici, non solo repressivi, miranti alla tutela sia dei cittadini consumatori che dei cittadini titolari di attività commerciali”.
Bozza inviata al Gabinetto del ministro Alfano che non ha ancora comunicato il prescritto parere preventivo e che la Confesercenti si augura pervenga prima della fine dell’anno.
“In Capitanata – incalza Carlo Simone, presidente della Confesercenti Foggia e vicepresidente provinciale dell’Anva – il ‘fatturato’ delle attività abusive colpisce in modo forte il commercio su aree pubbliche. Cifre, quelle del commercio abusivo, che non danneggiano solo le imprese, ma ha pesanti ricadute anche sul versante del fisco: se il fenomeno fosse azzerato, si recupererebbero 941 milioni di euro di mancato gettito fiscale e contributivo ogni anno”.
