Riccardo Scamarcio riceve un attestato all’Università di Foggia nel giorno dell’inaugurazione del Festival del cinema indipendente. Scherza e ne va fiero: “Ho sempre avuto un rapporto pessimo con la scuola, mia madre sarebbe felicissima, finalmente, di questo riconoscimento. Ho avuto una formazione anarchica, non sono ospite da università ma un cavallo pazzo”.
Racconta della sua attività di produttore, del cinema nelle multisale e, a un certo punto, sfila il microfono dalle mani del prof Cipriani e si lancia in un assolo sul teatro: “Ma perché la gente applaude dopo che ho recitato Giulietta e Romeo, si tratta di una tragedia… l’intelligenza è miseria se non risponde ad un’emozione, se non è materia plasmabile, energia. Il teatro nasce per entrare in comunione col mistero e non per dire sono figo, questa è una degenerazione”. Va avanti con toni paradossali e alla fine chiede: “Siete terrorizzati?”.
Cambia la scaletta e stravolge il protocollo nell’ambito della rassegna universitaria ‘Parole che fanno bene’. Il rettore del dipartimento di lettere Cipriani fa un excursus sul teatro, dall’impegno di Moliere alla tragedia di Medea che sposa uno straniero. Niente di più indicato, nell’ambito degli studi classici, per introdurre l’anteprima nazionale del film che sarà trasmesso stasera a l’Altro Cinema, ‘Prima Luce’, la storia di un padre che va alla ricerca del figlio e che rientra nelle tante storie difficili di separazione tra coppie di cui uno è straniero: “I dati della Farnesina – spiega Scamarcio – dicono che almeno mille bambini sono sottratti, da un giorno all’altro uno si trova senza figli e senza compagno. Se volete piangere un po’ venite a vedere il film”.
Come produttore ha investito in ‘Miele’ di cui è protagonista Valeria Golino, sua compagna nella vita: “Eravamo convinti di poter scaldare i cuori, ricreare personaggi con cui identificarsi. Il film è stato preso a Cannes, ha avuto un buon successo di sala e distribuito in 20 paesi”.
La Puglia è sempre nel suo cuore insieme all’attitudine murgese di essere ostinato nel raggiungimento dell’obiettivo. ‘Apulia film commission’ ha il grande merito di “favorire un circuito culturale di promozione dei film girati in questa regione ma il cinema è anche altro, dai falegnami agli scenografi ai registi agli scrittori. Bisogna conoscere tutto questo materiale e metterlo insieme, contrattualizzarlo”.
Non gli piacciono granché le multisale: “Sono fuori dalla città, hanno un pubblico selezionato dai 16 ai 25 anni, tantissime sale messe insieme hanno una potenza di fuoco per quanto riguarda la distribuzione, magari di andare a vedere un bel film non gli frega niente. Certo non sono un formattatore di pensieri altrui ma che gli altri non lo facciano con noi. Tutti questi ‘mostri’ che si vedono in giro sono cinema di intrattenimento. Quelle sale sono controllate da grandi gruppi. Mi raccomando questo non lo dite, non lo scrivete, non lo riportate. Con quella case di distribuzione lavoro anch’io e non sanno di avere una spia fra loro”. Fra anteprime, analisi, proiezioni e dibattiti la rassegna andrà avanti fino al 26 settembre.


