È stato ospite il 6 maggio scorso a Foggia, Erri De Luca, nell’ambito di Questioni Meridionali, festival tornato in questi giorni con ospiti del calibro di Vinicio Capossela (venerdì scorso) e Teresa De Sio (domani alle 20 e 30 a Santa Chiara). De Luca, in una lunga intervista davanti ad un auditorium Santa Chiara gremito di gente, aveva parlato del caso Tav: “Quella linea Tav va sabotata, continuerò a dirlo per difendermi dalle manomissioni e dalla censura”. Sulle dichiarazioni contro la linea ferroviaria in Val di Susa lo scrittore era stato rinviato a giudizio perché accusato di aver incitato a sabotare il cantiere e tagliare le reti. Oggi la richiesta di condanna: secondo il pm Antonio Rinaudo, De Luca “va condannato a una pena di otto mesi di reclusione”. A Foggia Erri De Luca aveva detto: “Sono io la mia linea di difesa e questo fa disperare i miei avvocati che sono gli infermieri, ma non il dottore. Non ho concesso delega”.
Sulla richiesta di condanna giunta oggi ha detto: “Non sono un martire, non sono una vittima, sono un testimone della volontà di censura della parola. Sono stupito della differenza tra gli argomenti prodotti e l’entità della pena richiesta. Mi sarei aspettato il massimo. Questa sentenza – ha concluso – sarà un messaggio sulla libertà di espressione”.
