La procura di Trani passa a Foggia lo stralcio dell’indagine sulla presunta “esamopoli” che coinvolgerebbe alcuni dipendenti della Casa Divina Provvidenza. Una parte del mega fascicolo di oltre 5mila pagine dell’inchiesta madre riguarderebbe, infatti, alcuni favori concessi per sostenere esami all’università degli studi di Foggia. Le situazioni segnalate emergono dalle complesse indagini a carico di alcune persone indagate per il crac dell’ente, finito in amministrazione straordinaria a fine dicembre 2013. Il nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Bari ha indagato sulla possibilità che alcuni dipendenti fossero stati raccomandati palesemente per superare alcuni esami universitari, ovvero che conoscessero in anticipo le domande di esame. Agli atti anche riscontri informatici, come email e file (audio e messaggi) che farebbero sospettare dell’esistenza di “aiuti” per superare gli esami.
Nelle carte dell’indagine che ha portato a 9 arresti il 10 giugno scorso, si fa riferimento in più di una occasione al percorso di studi di una dei personaggi chiave delle vicende, Adriana Vasiljevic, da tempo alle prese con il corso di studi triennale in Amministrazione delle Aziende-Management & Marketing, che non avrebbe ancora concluso.

Nei dialoghi già diramati tra gli indagati, è emersa in più di un’occasione la necessità di ricollocare la “responsabile Don Uva” (così si definisce su LinkedIn, il social delle professioni), spostandola dall’inutile e sulla carta soppresso ufficio stampa agli uffici amministrativi di Bisceglie. Un passaggio necessario per evitare di rimanere senza lavoro durante la fase dei tagli imposti dalla procedura concausale scaturita dal debito monstre di 500 milioni di euro.
Adriana Vasiljevic, già dipendente della Congregazione, il 24 febbraio 2011 venne assegnata all’Ufficio Stampa e Relazioni Esterne ripristinato appositamente dal direttore generale e suo amante Dario Rizzi dopo la soppressione decisa dal CdA il 3 ottobre 2000. Assunzione definita dagli inquirenti “inutile e dannosa”. Conosciuta da Rizzi in un night club di Roma dove la Vasiljevic si esibiva, l’ormai ex dg del Don Uva se ne innamorò alla follia tanto da portarla a Foggia e piazzarla nella struttura di via Lucera con tanto di privilegi.

In uno degli scambi nelle intercettazioni tra Dario Rizzi – che è appena tornato in libertà dopo essere stato licenziato dall’Ente – e la ragazza serba, si fa riferimento ai continui ritardi nell’arrivare in ufficio al mattino:
Rizzi: E quando si dice di fare in un certo modo si fa in quel modo
Vasiljevic: Perfetto!
R: Ah!
V: Se dovessi avere un pensiero prima di agire ne parlo con te
R: Ma sicuramente!
V: Va bene?
R: Non è che si fanno le… incomprensibile… di cazzi, di quello e di quell’altro, poi si fanno le otto della mattina e si dorme! Vabbè?
V: Eh?
R: Non si massaggia la notte! Si dorme la notte!
V: E secondo te io che cosa faccio la notte?
R: Ma che ne so! Sì… perché a… alle nove, alle, alle dieci ancora non riesci ad andare al lavoro! Significa che non dormi la notte!
V: Significa che non dormo perché forse sto studiando!
R: E va bene, ià! Sono tre anni che studi, dai!
V: O forse per… semplicemente sono talmente giovane che alle 11 io non ci riesco ad andare a letto
In un’altra circostanza riferisce di doversi assentare per una settimana, parlando con il suo amico Matteo Armillotta.
Armillotta: Pronto?
Vasiljevic: Meh! Di’ che c’è di così grave?
A: No. Non è una cosa grave.
V: Ah!
A: Ma dove stai? Stai in ufficio? Stai a casa?
V: No, io sto a casa. Questa settimana non lavoro perché sto preparando gli esami.

