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Home » Energas vuole Manfredonia, a tutti i costi: “Il deposito non è inquinante”. Dura replica alle accuse di Magno

Energas vuole Manfredonia, a tutti i costi: “Il deposito non è inquinante”. Dura replica alle accuse di Magno

Di Mario Valente
22 Febbraio 2018
in Economia
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Coordinamento Energas in Piazza del Popolo

Dopo quasi un mese l’azienda napoletana Energas rompe il silenzio e torna a difendere le proprie argomentazioni sulla realizzazione di un deposito gpl in località Spiriticchio; lo fa con un comunicato duro e sferzante, in cui tenta di destrutturare tutte le accuse mosse dal consigliere comunale Italo Magno, raccolte in una mozione che sarà discussa in occasione del prossimo consiglio comunale, giovedì 17 settembre.
Ripercorrendo brevemente i punti cardine della mozione presentata del rappresentante di Manfredonia Nuova, un’importanza rilevante assume la tutela dell’ambiente e la sicurezza. In particolare “esprime la propria preoccupazione per l’ennesima ferita che si vuole infliggere al territorio di Manfredonia e al mare, installando un mega deposito di GPL (Gas di petrolio liquefatto) in località Spiriticchio, che attraverserà zone SIC (zona di interesse comunitario) e ZPS (Zona di Protezione Speciale), passando per Siponto ed habitat preziosi sia dal punto di vista paesaggistico che archeologico, sino al porto industriale, con danni irreversibili per le vocazioni della città, le sue bellezze naturali e per l’economia”. Sulla questione sicurezza, Magno afferma “Tale impianto industriale dell’Energas/Q8, da 60 milioni di litri di GPL, con una movimentazione colossale di sostanza pericolosa via mare, strada e ferrovia, porrebbe, in casi estremi, le condizioni per la distruzione pressoché totale di ogni forma di vita nel raggio di diversi chilometri, coinvolgendo, oltre a Manfredonia, Foggia, Zapponeta, Monte Sant’Angelo, Mattinata ed altri. Del resto non si può non considerare, con la dovuta serietà, l’incompatibilità di tale impianto con la presenza nelle immediate vicinanze di una base militare NATO, che potrebbe diventare obiettivo di attentati terroristici.  Senza contare che la stessa base, luogo di esercitazioni militari, può dar vita ad incidenti aerei rilevanti“.

energasTra le soluzioni proposte, la mozione richiede una presa di posizione ed un impegno concreto da parte dell’amministrazione per l’adeguamento del P.r.g. al PPTR regionale, e soprattutto di far valere “le ragioni del nostro Comune in seno al Comitato Tecnico Regionale, ed in tutte le sedi, compresa quella del MISE, svolgendo una decisa azione per porre in rilievo il grave rischio industriale per la città ed opporsi al rilascio del nulla osta di fattibilità, in quanto il rapporto di sicurezza presentato da Energas S.p.a. non è rispondente alla normativa vigente.”
Nulla di nuovo sostanzialmente, in quanto si tratta di proposte già prese in considerazione dall’Amministrazione per l’elaborazione di una strategia di ostruzionismo politico che possa bloccare (o anche solo ritardare) il progetto dell’Energas. Eppure la mozione è di vitale importanza, perché innesca all’interno del Palazzo una discussione concreta sulla vicenda, che non rimarrà quindi più nel mondo rarefatto dei comunicati e delle dichiarazioni pubbliche.

I vertici di Energas non ci stanno

Proprio per questo motivo, l’azienda napoletana tenta, nella sua nota stampa, di delegittimare totalmente la mozione presentata dal vice-presidente del Consiglio Comunale; lo fa controbattendo colpo su colpo alle parole di Magno, servendosi di diversi strumenti che tutelano il progetto sul piano giuridico o che minimizzano la sua portata (e quindi i potenziali danni) confrontando il futuro deposito Gpl in località Spiriticchio con altre analoghe realtà presenti sul territorio nazionale. Un modus operandi ormai tipico dell’azienda, in questa infinita battaglia mediatica.
Così, per Energas, le zone SIC  e ZPS protette dalla Comunità Europea diventano territori il cui degrado ambientale “
è stato accertato dai giudici amministrativi in ogni grado di giudizio fino al Consiglio di Stato“, riferendosi all’avvenuta cementificazione di quei territori all’epoca del Contratto d’Area, per cui il Comune di Manfredonia realizzò assieme alla Regione Puglia una procedura di mitigazione, su pressione della Comunità Europea che aveva già condannato lo Stato Italiano nel 2007 per non aver rispettato i termini di tutela ambientale di quelle zone. Proprio la procedura di mitigazione è adesso utilizzata dall’Energas per giustificare le sue mire industriali. All’interno del progetto di mitigazione si legge infatti che “l‘obiettivo della stipula di tale atto sarebbe stato quello di assicurare la coerenza complessiva della rete Natura 2000 attraverso un inquadramento dell’area industriale in un più ampio sistema di miglioramento della qualità ambientale”;
Anche la questione sicurezza è superficialmente liquidata nel comunicato odierno”. Quanto all’aeroporto di Amendola, – afferma l’azienda guidata da Diamante Menale – esso dista circa 14 chilometri dal sito Energas. Si consideri che l’aeroporto di Capodichino è posto a meno di 2 km dalla zona orientale di Napoli ove sono ubicati ben 4 depositi costieri di GPL che sommano una capacità di stoccaggio del tutto analoga a quella prevista per il deposito di Manfredonia. ”

Assieme ad una ulteriore rassicurazione ambientale (“il deposito non è inquinante” –  anche se in realtà è definito,  secondo il decreto Decreto Leg.vo 26.06.2015 n.105 per la Direttiva Seveso III, come impianto a rischio di incidente rilevante) e la promessa di posti di lavoro (“Si conferma un organico a regime di 70 unità” più un ulteriore indotto economico portato da trasporti, manutenzione e rivalutazione del porto), il comunicato dell’Energas si chiude con la promessa “di essere pronta a coinvolgere l’amministrazione comunale e tutti i cittadini di Manfredonia in un dialogo costruttivo finalizzato a sviluppare una informazione a tutto campo supportata da adeguati riferimenti tecnici e storici la cui validità sia oggettivamente riconosciuta dal mondo scientifico“.

In realtà la dichiarazione odierna non comporta nessuna grande variazione di sorta. Da registrare, piuttosto, un ritorno sull’azione di propaganda mediatica senza citare e prendere in considerazione minimamente le manifestazioni di piazza realizzate nel mese di agosto da parte della cittadinanza. L’ingegner Marino, a quanto pare, non intende “mettere una pietra sopra alla costruzione dell’impianto in caso di contrarietà della cittadinanza”, come dichiarò illo tempore al sindaco di Manfredonia. Il braccio di ferro dunque, sembra ancora lontano dalla sua conclusione. Il prossimo appuntamento è stabilito alla conferenza col Mise, in cui politica e azienda faranno valere le rispettive argomentazioni.

Tags: AmbienteenergasGplItalo MagnoManfredoniaManfredonia Nuova
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