
È scoppiata la pace nel Pd di Capitanata. Dopo i fuochi pirotecnici delle regionali e gli ultimi congressi a tre correnti (renziani, civatiani, cuperliani) in attesa che il premier Renzi approdi sabato alla Fiera del Levante per l’inaugurazione, anche Emiliano è impegnato a smentire qualunque voce di “contrasto” con il premier.
Oggi dice: “Devono poter contare sulla mia leale collaborazione ma un presidente di Regione ascolta anche la comunità, non è un militante di partito”. In ogni caso un primo abbozzo di intesa con Leo Di Gioia (assessore all’agricoltura e candidato nella sua lista) per un suo ingresso nel Pd e per una componente di stretto riferimento del governatore verso lidi nazionali (una sorta di “Sindaco d’Italia” dopo lo slogan “Sindaco di Puglia”) pare già in atto, sebbene il passo sconcerti qualcuno: “Fra l’aver sostenuto Renzi, essere un suo grande sostenitore e il ‘tunnel’ di una corrente ce ne vuole”, commentano alcuni vertici del partito.
Dopo Piemontese: congresso?

Il partito è immerso nel ruolo di governare la Puglia dopo i risultati delle regionali, le dimissioni formalizzate del segretario provinciale Raffaele Piemontese divenuto assessore e la scomparsa dei civatiani che hanno costituito un gruppo a parte. Regna il renzismo, insomma. Un comitato di reggenza costituito da parlamentari e consiglieri in via Capruzzi ha tenuto in piedi il partito in queste settimane nell’attesa che si svolga un congresso provinciale, sempre che si tratti di un congresso.
Al momento latitano le mozioni, compresa la volontà di creare uno scontro nel partito. “Mi auguro un nome unitario – dice l’europarlamentare Elena Gentile – per il congresso provinciale dopo il bel risultato alle ultime elezioni. Un serio dibattito sui temi per quello regionale che faccia bene alla Puglia e al Mezzogiorno”, cioè un confronto vero, un congresso. Dello stesso parere l’ex consigliere regionale di Manfredonia Franco Ognissanti e Lia Azzarone, dirigente del Pd locale e nel comitato di reggenza. Lorenzo Frattarolo, candidato sindaco alle primarie per la città di Foggia e vicino al sottosegretario Ivan Scalfarotto, pensa che “i nomi siano l’ultima cosa da definire, prima le idee”.
Manfredonia cabina di regia

Fissato al 30 novembre il congresso che sostituirà il neo governatore nella carica di segretario. Il 21 di questo mese l’assemblea regionale del Pd discuterà di primarie e di congressi provinciali. Sono circolati alcuni nomi di papabili al confronto, compreso quello di Paolo Campo, manfredoniano, segretario provinciale per 6 anni e, attualmente, consigliere regionale. Ambienti del Pd, tuttavia, smentiscono qualunque aspirazione a rivestire questo ruolo, almeno per ora. Sembra più probabile che il gruppo di Manfredonia, insieme al parlamentare Michele Bordo, stia approntando in questi giorni la designazione per sostituire Piemontese. Una persona che traghetti il partito fino al 2017 data presunta del congresso nazionale.
Il nome su cui si discute è quello di Tommaso Pasqua, attualmente responsabile degli enti locali. Di Apricena, già segretario cittadino e assessore nell’ex roccaforte rossa, molto affiatato con Paolo Campo per cui si è anche speso in campagna elettorale, è anche commissario del partito a Lucera. Ma non c’è solo questo. Nel 2013 era uno degli aspiranti alla segreteria in quota ad Elena Gentile, poi si ritirò e da quel momento si incrinarono i rapporti con l’ex assessore al welfare. Fra i contendenti rimasti, Piemontese e Michelangelo Lombardi, vinse il primo.
Il secondo, di San Marco in Lamis, è abbastanza defilato dal partito, lo confermano anche i suoi amici stretti. In realtà quel nucleo che lo esortò a provarsi da segretario non esiste più e alcuni ex piddini del paese sono approdati nel movimento di Civati. Dunque torna in auge il nome di Tommaso Pasqua, sempre che i sostenitori del sottosegretario Ivan Scalfarotto non rivendichino un loro rappresentante, ipotesi che al momento non sembra essere presa in considerazione.
Il direttorio di Manfredonia starebbe decidendo a riguardo sia nella logica di un renzismo che nelle aree locali stenta a decollare perché la “vecchia guardia” ha già le sue truppe, sia perché l’accordo sarebbe maturato alle regionali. Cioè: Elena Gentile a sostegno di Piemontese, poi assessore, e Paolo Campo in consiglio regionale con la possibilità di gestire la successione nel partito, spazio non certamente nuovo per la politica sul Golfo.
