L’agricoltura rappresenta uno dei settori più a rischio per la salute e sicurezza dei lavoratori. L’ Eu-Osha, agenzia di informazione dell’Unione europea, stima che i lavoratori agricoli subiscono un numero d’infortuni sul lavoro non mortali 1,7 volte più alto della media e un numero d’infortuni mortali tre volte superiore. Per questo, l’europarlamentare Elena Gentile (Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici) ha inoltrato una interrogazione a risposta scritta alla Commissione europea: “?I recenti incidenti mortali in Puglia a causa delle alte temperature e delle condizioni di lavoro mostrano una realtà sconcertante – ha precisato l’ex assessore regionale alla Salute e Welfare -: gli elementari obblighi di prevenzione sono disattesi, le condizioni lavorative disumane, i sistemi di protezione inadeguati, l’assistenza medica inesistente. ?Se consideriamo anche il fenomeno del caporalato come forma di moderna schiavitù, è evidente come la direttiva Cee numero 89/391 risulti, di fatto, inapplicata. ?Le Linee Guida del 2011 sulla SSL in agricoltura – continua – forniscono indicazioni importanti sui fattori di rischio (gestione della salute e interventi emergenziali, sostanze dannose), ma il carattere non vincolante impedisce concreti miglioramenti. La Strategia UE per la SSL 2014/2020, inoltre, non menziona l’agricoltura fra gli obiettivi prioritari”. Per questo, è stato chiesto alla commissione se “si intende rafforzare la Strategia UE affrontando le specificità dell’agricoltura, presentando normative vincolanti per il settore durante la revisione della direttiva 89/391. “Esortiamo – ha concluso – a non utilizzare il programma REFIT come strumento per indebolire la normativa europea sulla SSL”.
