
Ragazzi entrati nelle sale oltre l’orario stabilito senza passare dai metal detector e fogli segnati. Sono queste le denunce che macchiano i test d’ingresso alle facoltà di Medicina e Odontoiatria dell’Università di Foggia, a cui hanno partecipato 567 ragazzi per 103 posti disponibili. “Abbiamo chiamato le forze dell’ordine perché alcuni ragazzi sono entrati alle 10 e 33, mentre il regolamento prevede la chiusura perentoria alle 10 e 30 – spiega a l’Immediato l’avvocato Sonia Atabiano -. Per di più, non sono passati nemmeno dal metal detector. Ci batteremo sino in fondo per fare emergere la verità, anche se sono dispiaciuta della difficoltà che abbiamo fatto a raccogliere le testimonianze dei genitori: così non si va da nessuna parte”. Alla fine delle prove, intorno alle 13, non si parlava d’altro alla Citta del cinema (luogo scelto da diversi anni per i test). Una ressa di studenti e genitori, provenienti da tutte le province pugliesi e dalle regioni limitrofe (in particolare dalla Campania), si è accalcata dinanzi all’ingresso, per condividere la propria esperienza. Tra questi, Alexa, che non ha perso tempo a denunciare gli “strani segni” sulle prime pagine di alcune prove: “Non sappiamo a cosa si riferissero, ma non erano presenti su tutti i fogli, eppure sono stati passati tutti sotto gli apparecchi per essere validati…”, ha dichiarato. Secondo la ricostruzione dei fatti, ci sarebbe stata l’ammissione dell’ingresso di uno studente oltre l’orario previsto per la chiusura degli accessi per via del placet della commissione interna. “Chiediamo l’annullamento delle prove, perché non si può non avere rispetto per chi si impegna e si sacrifica, credendo nel merito”, chiosa ancora Atabiano. Qualcuno, al contrario, è stato individuato ed invitato ad allontanarsi dalle aule.
L’Università si difende: “Prove regolari”
“In applicazione dei dettami e delle indicazioni provenienti proprio dal MIUR (che invita testualmente ‘a favorire la più ampia partecipazione tra gli aventi diritto’), prima dell’inizio dei test – e quindi a urne ancora chiuse e prove non ancora iniziate – alle ore 10,37 la Commissione di concorso presieduta dalla professoressa Maria Filomena Caiaffa ha concesso l’ingresso a un candidato, nonostante il termine per gli accessi alle prove fosse stato indicato perentoriamente nelle ore 10,30″. A precisarlo in una nota sono gli uffici di via Gramsci, prima di entrare nel dettaglio degli eventi di questa mattina: “I genitori di un altro candidato, già presente all’interno delle sale della Città del Cinema adibite per l’occasione ai test, hanno ritenuto opportuno coinvolgere le forze del- l’ordine attraverso l’intervento di un’unità dei Carabinieri del Comando provinciale di Foggia. Pur rispettando la volontà del candidato e dei suoi genitori, che in tutte le sedi opportune potranno far valere quelle che ritengono essere le loro presunte ragioni, l’Università di Foggia tiene fermamente a precisare che l’accesso dell’ultimo candidato è avvenuto molto prima dell’apertura dei plichi contenenti le prove d’esame da somministrare ai candidati, ovvero 23 minuti prima dell’effettivo inizio della selezione vera e propria (fissato come da programma per le ore 11,00) e che in alcun modo questa ammissione può aver inciso né sulla regolarità delle prove stesse né sullo svolgimento complessivo dei test né sul loro esito (individuale e collettivo). Ad ogni modo l’Università di Foggia tiene altresì a chiarire che il candidato ammesso alle ore 10,37 è stato regolarmente identificato, e che dunque si riserva qualsiasi provvedimento qualora se ne presentasse la necessità”. “Ciascun candidato – ha aggiunto il direttore generale dell’Università di Foggia, Costantino Quartucci, – è libero di ricorrere secondo gli strumenti che la legge gli mette a disposizione, ma la verità unica e sola – conclude – e che anche stavolta abbiamo eseguito la prova nel pieno rispetto formale e sostanziale”.

