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Home » Editoria furbetta, maxi sequestro da 1,5 milioni di euro. Finanziamento indebito al Quotidiano Puglia

Editoria furbetta, maxi sequestro da 1,5 milioni di euro. Finanziamento indebito al Quotidiano Puglia

Di redazione
22 Febbraio 2018
in Cronaca
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quotidiani

Su richiesta della Procura Regionale della Corte dei Conti di Bari, la Sezione Giurisdizionale per la Puglia ha disposto il sequestro conservativo di vari conti correnti bancari e postali intestati all’amministratore di una società editoriale Essepi di Bari, editrice del “Quotidiano Puglia”. L’attuale sequestro patrimoniale trae origine da un’indagine di polizia giudiziaria svolta, di iniziativa, dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Bari-Gruppo Tutela Spesa Pubblica, in ordine ad una grave condotta fraudolenta perpetrata, in danno dello Stato, dalla citata società.

Dalle complesse indagini eseguite, era emerso, infatti, che la società coinvolta, attraverso l’utilizzo di artifizi e raggiri, aveva ottenuto indebitamente finanziamenti pubblici pari ad oltre 1,5 milioni di euro, erogati dal Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nell’ambito delle misure di sostegno previste dall’articolo 3 della legge 250 del 1990. Essa, infatti, aveva prodotto, al fine di ottenere il contributo, false dichiarazioni in ordine al fatto di essere una cooperativa di giornalisti (requisito soggettivo essenziale per accedere ai benefici); false attestazioni sui valori di tiratura (stampa) del giornale prodotto nonché sulla percentuale di tiratura effettivamente venduta (addirittura fingendo vendite in blocco di copie stampa ad un unico soggetto); rendicontato costi fittizi sorretti da fatture false e altre condotte fraudolente. I contributi sono stati erogati nel periodo 2006-2010; Puglia ha cessato le pubblicazioni nel gennaio 2012. Per tali motivi è stato instaurato anche un procedimento penale per falso e truffa aggravata, tuttora in dibattimento. È stata messa al corrente della vicenda anche la Procura Regionale della Corte dei Conti, questa ha delegato alla Guardia di Finanza ulteriori accertamenti, al fine di meglio delineare una eventuale notitia damni; all’esito, ha quindi ritenuto sussistente un danno erariale pari ai contributi pubblici indebitamente percepiti (oltre 1,5 milioni di euro). La Procura contabile pertanto, diretta da Francesco Paolo Romanelli, in relazione al pericolo che l’imputato, nelle more della definizione del giudizio di responsabilità, potesse disfarsene, ha richiesto, tramite il vice procuratore generale Antonio D’Amato, il sequestro di beni “ante causam” quale garanzia patrimoniale nei confronti dell’Erario.

La sezione giurisdizionale per la Puglia, con provvedimenti del presidente Francesco Lorusso, nel condividere l’impianto probatorio degli organi inquirenti, ha disposto il richiesto sequestro conservativo dei citati rapporti bancari per un controvalore di 1,5 milioni di euro, prontamente eseguito dai militari del Nucleo PT con la collaborazione di ufficiali giudiziari di Bari. Al soggetto coinvolto sono stati notificati, nel contempo, emessi dalla Procura contabile, anche una diffida al pagamento delle somme dovute all’Erario – oltre interessi e rivalutazione monetaria – ed un invito a dedurre.

Tags: BariCorte dei ContiEssepifondi editoriaGdfprocuraPugliaquotidianoTruffa
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