Dallo scranno più alto di Palazzo di Città – concedendo spazi e tempi di parola con garbo o furioso quando il pubblico esagera nelle ingerenze – fino all’approdo nelle tv nazionali. Luigi Miranda, presidente del consiglio comunale di Foggia, ha vissuto un intenso agosto. Ospite prima a Tgcom 24, poi a l’Aria d’estate (La 7), è stato glorificato dal quotidiano ‘Libero’ per essere parte dei magnifici quattro che rappresenteranno il partito sui media nazionali. “Mi ha telefonato Andrea Ruggeri, il responsabile della comunicazione di Fi”, dunque ha saputo di essere fra i prescelti.
Disinvolto in Tv
Qualche accenno ne aveva ricevuto a maggio quando incontrò Berlusconi nella sua villa di Arcore. L’ex premier, che da Foggia non è passato, alla vigilia delle regionali (5 mila voti e un’adesione convinta ad Adriana Poli Bortone) ha chiamato i suoi nella villa insieme al commissario Luigi Vitali. Benedizioni sulla selezione dei portavoce nazionali si intravedevano già allora.
“Ma che domande, perché mi ha scelto, per le mie capacità, credo”. In ogni caso sarà possibile per le trasmissioni ricorrere ad altri nomi: “L’Italia è lunga, mica possiamo rappresentarla solo noi…”. Anche perché qui c’è una città da governare e Foggia rimane la mia priorità”. Su La 7 parla di forestali siciliani che chiedono la stabilizzazione, si cruccia per la foggiana società Amica – “ma come si può far fallire una società dei rifiuti che ovunque per i Comuni è fonte di risorse?” – intreccia dialoghi e risposte in piena sintonia con lo studio.
“Non penso a sostituire Vitali”

Luigi, occhi azzurri, voce suadente ed eleganza sobria, carino nei modi, brusco quando si arrabbia coi giornalisti (a proposito dei pass Ataf smentì gridando come un forsennato che la storia fosse andata come nel racconto), si è fatto le ossa nelle tv locali. “L’imbarazzo ad un certo punto ti passa, un po’ di esperienza ce l’ho, anche se arrivi lì con un nodo in gola”. E il tono si fa stentoreo: “Dobbiamo fare una joint venture con le forze dell’ordine”, suggerisce quando si parla di sicurezza.
Politicamente, il tuffo nel mare nazionale non va interpretato con azzardo. “Il mio ruolo in questo momento non è pensare a sostituire il commissario regionale Luigi Vitali, ottima figura con cui non sono in competizione, ma quello di volto nuovo di un partito che sta cambiando pelle e classe dirigente. Spero di essere all’altezza delle aspettative di Silvio Berlusconi, i moderati devono riavvicinarsi al centrodestra e a Fi”. Quando silurarono Amoruso (fittiano) da coordinatore regionale, si fece il suo nome a palazzo di città per l’incarico provinciale, poi to
ccato a Raffaele Di Mauro. Era una fase di emergenza, di azzeramento e rinnovamento di tutte le cariche dal vertice al territorio.
Consigliere comunale del Pdl nel 2009 dopo un esordio come presidente dei circoli della libertà, Miranda non ha mai abbandonato l’area anche se con un breve feeling con l’Udc. Ora che l’ennesimo nodo delle primarie nel centrodestra (si fanno o no?), è tornato a segnare il cammino verso le elezioni, non ci pensa due volte: “Berlusconi non vuole le primarie finte e poi le posizioni nel centrodestra sono diverse”. Per ora si selezionano visi televisivi, un po’ come nel “casting” di fittiano monito.
