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Home » Giunta Landella come l’Inter di Moratti, cambia sempre giocatori. “Ha mandato a casa chi lo ha voluto sindaco”

Giunta Landella come l’Inter di Moratti, cambia sempre giocatori. “Ha mandato a casa chi lo ha voluto sindaco”

Di Paola Lucino
22 Febbraio 2018
in Politica
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“Un’operazione di bottega che non c’entra nulla con la politica, Landella è sindaco grazie a quelli che ha mandato a casa”. Nino De Rogatis, il giorno dopo il rimpasto di giunta, oscilla fra l’irato e il sarcastico. Nella designazione degli assessori è stato saltato pur essendo il primo dei non eletti nelle liste di Fi. In consiglio è entrato Luigi Vigiano, lui ha presentato un’istanza all’ufficio elettorale facendo presente i voti ottenuti. Il Landella 4 non ha pensato di inserirlo in squadra. Non demorde, è convito che sulla questione decideranno i tribunali.

Nino De Rogatis
Nino De Rogatis

Intanto è molto critico sull’ennesimo rimpasto: “Il sindaco si sfiducia da solo nel momento in cui silura gli uomini che lui stesso ha scelto, e che c.., sbagli quattro volte, e anche chi sta in consiglio oggi deve dire grazie a chi non c’è più. Un conto sono le regionali, alle comunali questa gente l’ha fatto eleggere, è pazzesco fargli pagare scelte successive. Il peggio deve ancora venire, che ne so, il quinto rimpasto, ormai non c’è certezza di niente se non del predominio di una casta. Le motivazioni dell’allontanamento degli assessori (Verile, Grilli e De Rosa, ndr) sono allucinanti”.

Agostinacchio: “Fi, un partito senza pace”

Paolo Agostinacchio, per due volte sindaco della città di Foggia, si concentra su Fi: “Preoccupano le fibrillazioni continue di un partito che non trova pace – dice alla nostra testata – e che stenta a individuare i suoi uomini. Il sindaco ha dovuto salvaguardare degli equilibri, almeno credo, perché poi quando si vota in consiglio è ai suoi componenti che si risponde”. Falcidiati i fittiani? “E’ un momento delicato, Fitto si è messo contro il suo partito. Nei prossimi giorni mi incontrerò con Landella per saperne di più”.

Cusmai: “Più assessorati per tutti”

Rosario Cusmai, consigliere di quella minoranza cui ieri ha fatto appello il sindaco confidando nel senso di “responsabilità”, è corroborato nelle sue convinzioni: “Avevo ragione di non ritenere Landella all’altezza, per questo ho scelto Leo Di Gioia con un progetto alternativo al centrodestra e al centrosinistra. A parte i fuochi d’artificio di Ferragosto, se tutto va bene, in quattro anni tanti cittadini potranno provare l’ebbrezza di fare l’assessore. Il sindaco è sempre più solo, mandare a casa gli eletti è quanto di più brutto si possa decidere. Rispetto alle dichiarazioni sul senso di responsabilità nostra, non ci sarà mai alcun interesse a far parte di una maggioranza a geometria variabile”. 

Gruppo consiliare “Di Gioia”

di gioia leo
Leonardo Di Gioia

A settembre si annuncia la costituzione di un nuovo gruppo, “lista Di Gioia”, dopo le dimissioni dell’attuale assessore regionale all’Agricoltura da membro dell’assise foggiana. La rinuncia farà scattare in consiglio Paolo Citro che questo ruolo lo svolse già nel 2004. Con lui lo stesso Cusmai e Leonardo Iaccarrino, attualmente capogruppo dell’Udc.

Iaccarrino a l’Immediato parla di “fase fallimentare del sindaco che ha messo fuori le vecchie volpi facendole entrare in giunta, colpo che con Ursitti non è riuscito. I numeri ce li ha, tutti i consiglieri hanno un loro referente se non in giunta nei cda, ultima Carmela Catalano in Ataf, vicina al presidente del consiglio Luigi Miranda. La minoranza, a parte Cassitti che con una delega alle politiche abitative è già dall’altra parte, sarà intransigente, se ci fosse una mozione di sfiducia non avremmo problemi a firmarla”.

La guerra ai fittiani

La questione pass (ma ieri mattina Verile cadeva dalle nuvole in quanto non c’è stato nemmeno preavviso) e quella dello scollamento giunta-gruppo consiliare di Fi. Tutti motivi messi in fila cui sottende un’altra logica: far fuori i fittiani (con l’eccezione di Lucio Ventura che l’assessorato non l’ha rivendicato e che mantiene Mariolina Santovito in cda di una municipalizzata).

Il cambio è passato dalla segreteria regionale di Luigi Vitali, che ha approvato, mentre il consigliere regionale Giandiego Gatta si è astenuto da qualunque ingerenza. Grilli e De Rosa, secondo alcune fonti interne al partito, non avrebbero reciso abbastanza il rapporto con i fedeli dell’eurodeputato di Maglie. Verile invece, acclamatissimo a fine luglio dopo aver relazionato sul documento di programmazione finanziaria, va a casa per motivi legati all’Ataf. Il presidente di Amgas, Nicola Cardinale, si è dimesso sua sponte, anche lui di area tarquiniana come Lia Siani, nel cda di Am Service, oggi fuori. Altro che settembre, lo scontro è cominciato prima. E si preannuncia un autunno caldo per il sindaco Landella con i fittiani ormai pronti a passare all’opposizione.

Tags: FoggiaFranco LandellaLeonardo Di GioiaNino De RogatisRosario Cusmai
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