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Home » Classifica delle università, lo sfogo del rettore di Foggia: “Migliori in Puglia, ma serve patto con il territorio”

Classifica delle università, lo sfogo del rettore di Foggia: “Migliori in Puglia, ma serve patto con il territorio”

Di redazione
22 Febbraio 2018
in Cultura&Società
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Maurizio Ricci, Rettore UniFg

Pubblicata dal quotidiano socio-economico Il Sole 24 Ore l’annuale classifica della qualità degli Atenei del Paese, che prende in analisi sia quelli statali sia quelli non statali, ha visto l’Università di Foggia scendere dal 35esimo al 38esimo posto assoluto. Sempre rispetto allo scorso anno le migliori Università del Sud diventano nell’ordine quella di Salerno (26esima), quelle di Teramo e Napoli Orientale (32esime ex aequo), quella di Chieti–Pescara (34esima) e quella di Foggia al 38esimo posto (migliore Università della Puglia: gli altri Atenei regionali si trovano al 47esimo posto Salento e Politecnico di Bari, al 60esimo posto Bari). Spiccano, inoltre, altri due dati eccellenti relativamente alle “classifiche settoriali” redatte da Il Sole 24 Ore: segnatamente per le “Borse di studio” l’Università di Foggia detiene addirittura il primato nazionale insieme a colossi accademici come Bologna, Firenze, Milano e Parma. Ottimo anche il risultato fatto registrare nella classifica della “Qualità della produzione scientifica”, grazie al 14esimo posto ex aequo con l’Università di Torino.

Decisamente meno incoraggianti i dati cosiddetti strutturali, quelli che hanno a che fare anche coi parametri territoriali, a cominciare dalla “Capacità di attrazione” che pone quella di Foggia tra le peggiori d’Italia (un dato talmente condizionato da fattori di natura socio-economica da ripetersi, quasi pedissequamente, tra tutte le Università del Sud: anche quelle meglio piazzate di UniFg). Altro dato su cui l’Università di Foggia dovrà necessariamente lavorare, insieme a tutte le istituzioni territoriali, è quello relativo alla classifica dell’”Occupazione” che vede l’Ateneo dauno quasi in fondo alla classifica nazionale, poiché sugli indicatori presi in con- siderazione inevitabilmente pesano le disastrose condizioni dell’occupazione in Capitanata.

“Incassiamo una seconda buona notizia in pochi giorni – dichiara il rettore Maurizio Ricci -. Prima quella del significativo incremento del FFO 2015 da parte del MIUR, finanziamento che per la prima volta dopo diversi anni è tornato oltre la cifra dei 37 milioni di euro: mentre tutti temevano e di fatto hanno registrato dei tagli, noi abbiamo incrementato il nostro dato che di questi tempi è un dato veramente considerevole. Due giorni fa, poi, questa buona notizia della classifica de Il Sole 24 Ore, che conferma il nostro percorso di crescita e consolidamento. Quello che vorrei far notare è che l’Università di Foggia, nonostante la sua giovanissima età e nonostante la sua ancor più giovane autonomia, si trova a competere con realtà accademiche plurisecolari la cui incidenza sul territorio rappresenta ormai un dato socialmente acquisito: se si prescinde da questa prima considerazione, tutte le classifiche potrebbero non servire a niente. Ovvero UniFoggia, una delle più giovani d’Italia visto che ha 16 anni di autonomia, compete nelle stesse graduatorie con UniBologna, la più antica d’Europa visto che di anni ne ha più di 900. Tuttavia chi mi conosce bene sa che, al di là del risultati, mi interessano molto di più le cose e gli aspetti che si possono correggere, ovvero interpretare a fondo i criteri che condizionano i nostri risultati come, ad esempio, gli indicatori di natura territoriale. Sull’occupazione, che attiene oltre che a noi soprattutto agli attori sociali del territorio, e sulla mobilità internazionale, che attiene invece a un tipo di mentalità molto stanziale dei nostri studenti in un mondo che invece non ha più frontiere per nessuno, noi abbiamo il dovere di metterci immediatamente al lavoro e di capire che cosa possiamo realmente migliorare. Magari dialogando maggiormente con gli attori principali del tessuto sociale della Capitanata – continua -, ma dobbiamo risalire la china anche invertendo prerogative che invece sembrano dati acquisiti come la pigrizia dei nostri studenti e come la oggettiva mancanza di uno sbocco occupazionale. Dobbiamo proporre soluzioni alternative, passando per accordi di programma con Camera di Commercio, Confindustria, Confcommercio, Confartigianato e le altre organizzazioni di categoria e sindacali, le aziende e i comparti produttivi, ma soprattutto facendoci carico di una autentica analisi delle esigenze del territorio”. Prima di concludere: “Infine una riflessione sui criteri di questo genere di classifiche, su cui ci siamo espressi, più volte come CRUI, anche quando le cose sono andate finanche un po’ meglio per l’UniFg: non si può prescindere da un’analisi territoriale degna di questo nome, poiché appare evidente a tutti che tra le opportunità di sbocco occupazionale dopo la laurea tra noi e la provincia autonoma di Trento non ci può essere alcun termine di paragone. Tuttavia, all’interno di queste letture che paiono a senso unico, l’Università di Foggia riesce lo stesso a ritagliarsi un posto di riguardo, ad esempio, nella graduatoria più ambita dagli Atenei: quella sulla ‘Qualità della produzione scientifica’. Dato che conferma il grande exploit della VqR 2004-2010 prodotta dall’Anvur, che ha visto UniFg piazzarsi al 12esimo posto per la qualità della propria ricerca scientifica”.

Tags: ClassificaFoggiaMaurizio RicciSole24OreUniversità
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