Diciotto esuberi a Foggia, ben 147 in Puglia e Basilicata. Per questo hanno scioperato i dipendenti Coop, che da qualche settimana sono alle prese con le decisioni del colosso della cooperazione, bloccando 13 ipermercati. “Si tratta del personale addetto alle vendite, dai repartisti alle macellerie – spiega il sindacalista Cgil Gianni Palma a l’Immediato -, che adesso rischia di rimanere senza lavoro. Tutto è partito dalla decisione della Coop di risparmiare 1,3 milioni di euro. Noi avevamo detto che eravamo disponibili, ma a patto di ridurre sul solo contratto integrativo. Il problema è che la risposta è stata diversa dalle intenzioni iniziali, visto che ci hanno detto chiaramente di voler ridurre i lavoratori e noi il costo del lavoro”. Per i sindacati la situazione paradossale – i lavoratori sono soci della cooperativa e dunque “proprietari” – sarebbe determinata dalla volontà di voler esternalizzare i servizi: “Così gli imprenditori che potranno gestire il servizio – commenta Palma -, peraltro in alcuni casi poco credibili, sarebbero ben lieti di tagliare il personale o di ridurre notevolmente le retribuzioni già basse”.
A Bari il M5S con i lavoratori

Dalle ore 6.00 del mattino, ha preso il via oggi il presidio dei lavoratori dell’Ipercoop di Santa Caterina a Bari. L’agitazione dei dipendenti (147 in tutta l’area sud, Puglia e Basilicata) è dovuta al rischio occupazionale per via della decisione dell’azienda Coop Estense di esternalizzare alcuni servizi, quali ad esempio il settore vendita. Alla manifestazione hanno partecipato tutti i sindacati, confederali ed autonomi, che hanno potuto contare sull’appoggio morale delle neo-consigliere regionali Antonella Laricchia e Viviana Guarini (M5S) nonché dei portavoce al municipio di Bari, Davide De Lucia, Vito Saliano e Italo Carelli (M5S).
Al dichiarato stato di crisi, legato a perdite, comunicato dall’azienda, i sindacati hanno replicato con una proposta di tagli temporanei al contratto integrativo, così da recuperare 1,3 milioni di euro (maggiorazioni domenicali, buoni pasto, ROL) e fare in modo di distribuire i sacrifici a tutti i livelli, direttivi compresi. Il tutto al fine di evitare l’esternalizzazione e la mobilità. L’azienda, però, si è mostrata ostica sin dalle prime battute, fino a presentare ai sindacati, appena pochi giorni fa, un comunicato informale dove veniva ribadita la possibilità di esternalizzare, garantendo tutela da mobilità e cassa integrazione. Contemporaneamente, a Roma, si sta tenendo il tavolo tra Coop, sindacati e ministero del Lavoro, a partire dalle ore 11.00.
“Quando un’azienda è in crisi – commentano le neo-consigliere regionali Antonella Laricchia e Viviana Guarini (M5S) – è giusto che, se son necessari sacrifici, questi debbano essere distribuiti in maniera equa a tutti i livelli, quadri e direttivi compresi, e non devono sempre e solamente pesare sulle fasce più deboli. Ai lavoratori in sciopero va tutta la nostra solidarietà, nonché la nostra promessa di impegno non appena entreremo nel consiglio regionale pugliese”.

