Con il sindaco Franco Landella e l’assessore Gianni De Rosa in giacca e cravatta sotto il palco e una folla di supporter ( i più scatenati alla fine del comizio hanno fatto un salto dal basso verso Michaela), la candidata foggiana Di Donna ha chiuso il suo comizio per le regionali 2015. Era una sfida anche di pubblico quella di riempire la piazza nella città del sindaco che è stata al suo fianco passo dopo passo. Ma nel momento clou, a pochi giorni dal 31 maggio, la scena doveva essere solo sua e del segretario provinciale del partito Raffaele Di Mauro che ha “piantonato” il palco. La piazza era stracolma dalla fine dell’isola pedonale fino al teatro Giordano, oltre 1000 persone, i cori e l’entusiasmo molto simili a quelli che inneggiarono alla vittoria di Landella per le comunali.
Tutta la giunta è scesa a suo sostegno, l’assessore Anna Paola Giuliani era lì in prima fila. Musica (si va dall’inno d’Italia a quello di Forza Italia), palloncini, striscioni, banda e la sciarpetta bianca intorno al collo: “E’ un simbolo che tengo dall’inizio della campagna elettorale, significa onestà”.
E’ un fiume in piena la cognata del primo cittadino, si appella alle radici, ai tempi di Federico II, ai colori e ai sapori della Puglia. Parla di “meritocrazia, questa è la nostra bandiera, dobbiamo coltivare la parte migliore dei nostro sogni e farci trasportare, avere delle idee, saper fare impresa nella vita come nella politica”. Sulla spaccatura in Forza Italia dice: “Non siamo stati di buon esempio ma il nostro partito è stato cacciato dalla coalizione, siamo noi la parte migliore”. Si rivolge anche alle figlie, a pochi metri da lei, e chiede retoricamente della storia di Cenerentola che diventa principessa, figura usata per indicare la Capitanata di fronte al resto della Puglia in questi anni. Alla fine del comizio il sindaco Landella sale sul palco, ma solo per un saluto.
‘Noi con Salvini’: “Il voto del 31 maggio per mandare a casa il Pd”
Piazza Giordano incrocio Piazza Lanza. Al comizio di ‘Noi con Salvini’ partecipano pochi fedelissimi nonostante l’arrivo dell’onorevole Barbara Saltamartini. Si vedono le bandiere dell’associazione ‘Sovranità’ e si sentono le parole durissime di Nicola Mendolicchio (candidato) contro Raffaele Fitto: “Ha spaccato il centrodestra e ora consegna di nuovo la Puglia a Emiliano (forse) e al centrosinistra che l’ha governata per dieci anni”.
Saltamartini ha esortato vivamente al voto “per mandare a casa Renzi e Alfano che tagliano 400 commissariati e non le spese parlamentari, per mandare casa un governo che fa pagare l’Imu agli agricoltori e agevola tramite le banche gli industriali”. Sulla xenofobia e il razzismo di cui vengono accusati risponde: “Noi non siamo i violenti ma quelli normali che vogliano far rispettare i diritti degli italiani. Chi arriva qui deve rispettare le nostre leggi”.
Dispiaciuta per la spaccatura del centrodestra in Puglia “ma era inevitabile. Dare forza a Salvini in queste regionali gli dà la possibilità di candidarsi a leader nazionale del centrodestra che sarà scelto con primarie”.
Sulla Lega che in questi anni ha fatto campagna contro il sud precisa: “Parlavano contro le amministrazioni del sud, non contro la gente del sud, siamo un movimento nazionale con proposte serie su economia, occupazione e sicurezza”. E’ d’accordo con il leader del Carroccio sul campi rom da demolire “nella misura in cui diventano centri in cui si radica l’illegalità”. Il responsabile provincile del partito Primiano Calvo ha fatto gli onori di casa.
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