La proposta di delibera per il pagamento di 2 milioni di euro alla Raco, l’impresa dei lavori al Giordano in contenzioso con il Comune (il contratto è stato rescisso nel 2010), risale al 17 novembre scorso. La volontà dell’amministrazione, espressa oggi in conferenza stampa, è di portare la delibera in consiglio comunale. Attualmente staziona presso i revisori dei conti che dovranno esprimere un parere. La vicenda, com’è noto, viaggia ormai su un binario giudiziario. Si è chiusa pochi giorni fa con 5 indagati la vicenda dei lavori di ristrutturazione del teatro con avvisi di garanzia inoltrati a molti degli attori di questa vicenda.
Il sindaco di Foggia Franco Landella, nel presentare i motivi dell’incontro con la stampa, ha precisato che si tratta di “fare chiarezza, basta con il chiacchiericcio nelle stanze, l’appalto, la conduzione anomala dei lavori, gli incarichi assegnati sono imputabili a 10 anni di mala gestione del centrosinistra che si dovrebbe vergognare”. Circa i nomi degli indagati li ha abbinati ad “ambienti di centrosinistra, in città si sa chi frequenta chi”. Poi la rivendicazione d’orgoglio per avere accelerato la riapertura del Giordano con Muti, e i distinguo: “Una cosa sono le responsabilità una cosa è la transazione. Siamo tenuti a chiudere tutte le controversie giudiziarie perché ce lo impone la Corte dei conti con il salva-enti e il consiglio comunale verrà chiamato a decidere senza occultare situazioni”.
La memoria di quasi dieci anni di controversie l’ha fornita l’assessore Sergio Cangelli. Tra collaudatori incaricati che rinunciano e parti in causa non considerate “terze”, alternanza di nomi di designati e richieste risarcitorie (l’ingegnere Mastromattei, incaricato dal tribunale, fissa a 2,9 milioni di euro quanto spetta alla Raco), si arriva alla data del 9 ottobre 2014. Allora la ditta chiede la chiusura del contenzioso per 3 milioni di euro. Una proposta fatta al dirigente Dragonetti a cui, dice Cangelli, si replica “in modo interlocutorio”. Segue un’altra richiesta il 21 ottobre, transazione per 2 milioni di euro. Da qui la delibera con le carte ufficiali.
Si è riaccesa la discussione sul “patrocinio di Dragonetti”, su cui in altra sede aveva puntato il dito il consigliere di maggioranza Giuseppe Mainiero. Landella ha urlato in sala giunta: “Se qualcuno è a conoscenza di qualcosa di illegale lo dica, se qualcuno pensa ad un patrocinio infedele lo dica, sarò io il primo a denunciare. E’ completamente falso che noi vogliamo chiudere la transazione ma la porteremo in consiglio comunale”.
Ieri l’ex candidato sindaco Augusto Marasco, consigliere di opposizione, chiedeva a Landella e alla sua amministrazione come sia nata la transazione da oltre 2 milioni di euro con la Raco srl “difesa come atto obbligato dal salva-enti e per cui è nato un moto generale di indignazione”.
Oggi l’assessore Cangelli gli ha domandato: “Ma Marasco cosa vuole adombrare, cosa vuole denunciare, cosa porta in Procura? Il giudice chiede approfondimenti ulteriori proprio in virtù della difesa del Comune, non ci sono manchevolezze o carenze. In consiglio verranno portati tutti gli elementi, anche quelli giudiziari”. L’ipotesi di reato in quegli atti è “falso”. “L’esito del giudizio al momento non lo conosce nessuno”, ha aggiunto l’assessore Cangelli di fronte ai dubbi sulla cifra della transazione e al passaggio in consiglio comunale.
