Alla ribalta nazionale la campagna elettorale che infiamma la città di Cerignola. Per i calci, pugni e sediate sulla schiena. Il filmato che incrimina il violento candidato sindaco per la lista civica “Voci nuove”, Gerardo Bevilacqua, ha fatto il giro della rete. Per la sua colorita verve e per le sue performance elettorali, l’aspirante primo cittadino si era già conquistato un posto da protagonista nella galleria dei candidati improbabili del Corriere della Sera. E oggi torna a impensierire i lettori delle pagine online delle testate nazionali, da Repubblica a Il Fatto Quotidiano, per il grave episodio consumatosi durante una cena elettorale da lui stesso organizzata lo scorso martedì, in una masseria a pochi chilometri dal centro abitato. Doveva essere una serata all’insegna della comicità del cabaret, in sintonia con lo stile della sua candidatura. Le immagini si commentano da sole e restituiscono uno spettacolo esecrabile. E ne pareva consapevole lo stesso Bevilacqua, che prima ha tentato di giustificare il raptus violento e poi ha cancellato il post sulla propria pagina Facebook.

L’indignazione social a suon di condivisioni di bacheca in bacheca non sembra suscitare reazioni sul piano politico, da parte degli altri maggiori competitor delle coalizioni pronte a sfidarsi il 31 maggio prossimo. Né centrodestra e centrosinistra, né il civismo organizzato nella “Coalizione del Cambiamento” c’hanno tenuto a prendere le distanze dal collega candidato che col suo pessimo esempio ha infangato la serenità e credibilità della competizione elettorale, oltre che l’immagine di un’intera città. Senza contare il danno per gli inconsapevoli ristoratori, che hanno dovuto sfollare il locale, nell’impossibilità di mantenere l’ordine e la sicurezza.
Una voce isolata di disapprovazione si è levata dalla carica a seicento candidati, nel pomeriggio. È stato Giovanni Ruocco, nelle liste piddine a sostegno del candidato sindaco Tommaso Sgarro, il primo ad esprimersi via social network sull’episodio. “Come me, molti di voi saranno rimasti basiti ed indignati per la grottesca e penosa violenza messa in atto da qualcuno –si legge nel posti rivolto ai cittadini-, violenza ormai non più solo verbale ma addirittura fisica e comportamentale. Alcune immagini, alcune espressioni colorite, alcuni atteggiamenti da teatro dell’assurdo avranno fatto sorridere i più, me compreso. Ma adesso basta! Tutto ciò non fa più ridere. Anzi, direi che tutto ciò spaventa e non poco. Si è superato ogni limite di decenza e rispetto, per la Politica e per chi fa Politica in maniera seria e determinata. E tutto ciò altro non è che il frutto amaro del nostro disinteresse per la cosa pubblica, del considerare la Politica il mestiere dei furbi e dei delinquenti. E guarda caso, adesso il pericolo maggiore arriva proprio da questi ultimi: sono i furbi ed i delinquenti ad occupare la scena mediatica ed a scendere in campo con l’obiettivo di impossessarsi della nostra Cerignola. Hanno capito che non conviene più delegare: adesso vogliono amministrare”.

L’Immediato ha chiamato in causa gli altri candidati sindaci che nella sfida a sette si stanno attestando ai primi posti: Franco Metta per la Coalizione del Cambiamento, Tommaso Sgarro per il centrosinistra e Paolo Vitullo per il centrodestra. Nell’impossibilità di ricevere risposte dal primo, ripetutamente contattato telefonicamente, gli altri due si sono espressi in sostanziale accordo, deprecando l’episodio. “Mi auguro che si riesca a ristabilire un clima sereno e che la campagna elettorale possa realmente essere improntata sui contenuti”, il commento di Vitullo. “Sento di fare un appello a tutti, ai 600 candidati che cominceranno la campagna elettorale, di essere rispettosi di tutti gli avversari politici e delle persone, a prescindere dall’episodio, che mi sembra, forse ,anche un po’ pompato dal fatto che c’era gente che l’ha innescata la cosa. Non ho capito bene cosa sia successo: ho visto quel filmato di qualche secondo. Non so se quanto è successo avrà delle conseguenze sulla possibilità di poter o meno competere ancora. Mi aspetto anche qualche intervento del prefetto. Ritengo che non è pensabile che una città come Cerignola possa diventare vetrina in questo modo. La situazione non deve trascendere. Mi auguro che tutti vogliano improntare la campagna elettorale solo ed esclusivamente sui contenuti”.

“Si passa dalla farsa alla tragedia”, osserva Sgarro, giustificando la mancata reazione da parte della politica. “Tutti abbiamo il video su whastapp e nessuno ha avuto il tempo di commentare neanche su Facebook, perché è capitato in un momento in cui tutti sono impegnati nella chiusura delle liste”. Si tratta, a suo dire, di “un episodio privato, registrato in una cena elettorale” che potrebbe essere materia di poco interesse per la prefettura. “I motivi di tale degenerazione a me non sono noti, di sicuro, però, uno che si candida a sindaco e che ha quegli atteggiamenti è deprecabile. Non mi sembra una scazzottata tra candidati alle elezioni, ma un litigio tra due persone, una delle quali è un candidato sindaco. Il giudizio per chi assume certi comportamenti rimane agli elettori e personalmente, non so se c’è materia per il prefetto. Il mio è un giudizio politico. Un episodio del genere non fa bene non tanto al clima della campagna elettorale, quanto all’immagine di Cerignola. E non fa bene all’immagine della campagna elettorale”.
