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Home » Sotto inchiesta l’Università di Foggia, sospetti su gestione concorsi. Il focus de ilfattoquotidiano.it

Sotto inchiesta l’Università di Foggia, sospetti su gestione concorsi. Il focus de ilfattoquotidiano.it

Di Redazione
21 Febbraio 2018
in Cronaca
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Gli occhi della Procura sull’Università di Foggia. Sulle presunte irregolarità per favorire persone vicine al rettore Maurizio Ricci, nelle selezioni dei bandi pubblici, gli inquirenti vogliono vederci chiaro. Soprattutto dopo esposti e ricorsi che si sono susseguiti negli ultimi mesi. La vicenda è finita anche su ilfattoquotidiano.it. Nel focus di Luisiana Gaita si legge che al centro delle indagini ci sarebbe la gestione dei fondi del Miur e dei concorsi da parte dell’Ateneo pugliese. Gli inquirenti stanno lavorando soprattutto sulle procedure dei concorsi, oggetto di un’indagine coordinata dalla pm Anna Elisa Landi e condotta dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Foggia.

“L’inchiesta – è scritto su ilfattoquotidiano.it – è scattata dopo l’esposto presentato da Francesca Cangelli, professore associato, relativo a una procedura valutativa per ordinario di diritto amministrativo nel dipartimento di Giurisprudenza. Procedura dalla quale è stata esclusa la docente, da cui sono partiti anche due ricorsi al Tar. Il rettore Maurizio Ricci, interpellato dal quotidiano online ha dichiarato che, per quanto riguarda il bando oggetto dell’esposto “l’Ateneo ha applicato la normativa vigente”. E ha aggiunto: “Mi dispiace che per questa vicenda si sia fatto tanto clamore, peraltro del tutto infondato, lesivo dell’immagine della nostra Accademia e del lavoro di tanti docenti e collaboratori. Ledere l’immagine dell’Ateneo fa male soprattutto agli studenti e alle loro famiglie che in questa Università credono”.

Tra i casi c’è quello del professor Enrico Follieri, amministrativista vicino al rettore Ricci, designato all’unanimità componente della commissione giudicatrice del concorso per ordinario di diritto amministrativo nel dipartimento di Giurisprudenza. Secondo la Cangelli, l’amministrativista aveva un conflitto di interessi dovuto ai rapporti di carattere patrimoniale e fiduciario nei confronti dei familiari dell’altra candidata.

Per l’UniFg, “l’istanza di ricusazione proposta dalla Cangelli era infondata come del resto è stato confermato dall’Anac, che ha rigettato l’esposto prodotto al riguardo dalla professoressa. Si tratta di una questione priva di qualsiasi fondamento”. Ma su ilfattoquotidiano.it evidenziano che nella delibera dell’Anac si riscontra l’esistenza di un conflitto di interesse potenziale, benché poi non se ne faccia discendere l’incompatibilità e si raccomanda l’Università di porre maggiore attenzione alle dichiarazioni sulle incompatibilità.

Un secondo ricorso – si legge ancora – Francesca Cangelli lo ha presentato per un’altra vicenda avvenuta in seguito e che riguarda presunte violazioni attinenti a un secondo bando di diritto amministrativo che poteva essere emanato sin dalla fine di giugno 2016, ma è saltato in barba a quanto deliberato dal Consiglio del Dipartimento di Giurisprudenza. Dopo una contestazione, la questione fu inserita all’ordine del giorno del Consiglio del Dipartimento di Giurisprudenza il 27 settembre 2017. In quella occasione il direttore del Dipartimento chiese proprio a Follieri (il cui operato era oggetto del ricorso e dell’esposto alla Procura) lumi su come operare. “Dare avvio al secondo bando è di competenza di questo Dipartimento, in quanto attiene alla sua programmazione” ha spiegato a ilfattoquotidiano.it l’Università, sottolineando che “il Consiglio del Dipartimento, composto dai professori ordinari, allo stato attuale, non ha fatto saltare il secondo bando, ma ha solo deliberato di sospendere la programmazione per ragioni amministrative conformi alla legge. Peraltro, l’Ateneo non ha alcuna competenza in assenza di specifica e completa richiesta di indizione del bando da parte del Consiglio di Dipartimento di Giurisprudenza, né può sostituirsi a esso. Infatti, per indire la procedura per la copertura di posti di professore di ruolo, è indispensabile che il Consiglio di Dipartimentopresenti una specifica richiesta di indizione”. Ma per Francesca Cangelli la delibera di sospensione è stata assunta in presunto conflitto di interesse, oggetto di un terzo ricorso.

Nel ricorso la professoressa parla di una vera e propria ‘investitura rettorale’. “I nuovi criteri avevano lo scopo di abbassare il punteggio di chi si era abilitato prima, aveva più a lungo ricoperto il ruolo di professore associato e rivestito incarichi istituzionali – si legge nel ricorso – mentre avvantaggiavano i candidati con una maggiore anzianità assoluta, a prescindere dal ruolo, e che magari avessero ottenuto incarichi istituzionali anche in tempi recenti e per nomina rettorale, piuttosto che per elezione”. Tutta una questione di punteggio: le modifiche “hanno consentito al rettore di attribuire premialità ai suoi fiduciari – continua il ricorso – mediante la nomina a presidenti (4+20%) o componenti (4 punti) di organi o mediante attribuzione di deleghe (4 punti), senza che rilevi il dato temporale”. In ipotesi – spiega la professoressa – anche un giorno da delegato vale 4 punti “con evidente disparità di trattamentorispetto a interi mandati negli organi accademici fondamentali”. Di fatto ciascun dipartimento ha così deliberato le graduatorieinterne per l’ordine di emanazione dei bandi. Applicando queste modifiche e ottenendo “risultati utili per delegati rettorali o presidenti o componenti nominati negli organi centrali di Ateneo” si denuncia nel ricorso.

Tags: ilfattoquotidiano.itMaurizio RicciUnifgUniversità di Foggia
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