Prima la “vergogna” di andare in Parlamento. Poi “dieci giorni di riflessione”. Alla fine la prima uscita pubblica dell’onorevole Lello Di Gioia (Psi), dopo le polemiche sulla informativa della Questura che mettevano in evidenza i presunti legami con il capo della “banda del caveau” Olinto Bonalumi, è a Foggia durante le audizioni all’INPS. Tiene nervosamente tra le mani una sigaretta quando gli chiediamo di tornare su quei giorni travagliati, con le accuse pesanti che hanno sollevato il tema del potenziale conflitto d’interesse per l’incarico delle figlia in Poste Vita.
“Non ho nulla da rimproverarmi – spiega a l’Immediato -, perché non mi sono mai stati recapitati avvisi di garanzia. Mi sono incazzato parecchio quando ho visto quei riferimenti sulla stampa, per qualcosa che non si poteva considerare come rilevante, da nessun punto di vista. Anche sulla incompatibilità del mio incarico (è presidente della commissione di controllo sugli Enti gestori, Ndr) e sul conflitto di interesse non c’è nulla, perché noi controlliamo i bilanci delle casse professionali. Per di più, sulla questione degli affitti, preciso che non sono mai stato agevolato, visto che pago 150 euro in più…”.
Oltre ad avere la “coscienza pulita”, racconta anche del giallo Wikipedia: “La mattina alle 6 si sono verificati degli accessi da diverse città italiane e dal Ministero ed è stata modificata la voce che mi riguardava sulla libera enciclopedia della rete, poi alle 12 di quel giorno è apparso l’articolo su Dagospia: solo una coincidenza o c’è dell’altro?”. Poi, si esprime su uno dei temi inseriti nell’agenda nazionale, quello della libertà di pubblicazione delle intercettazioni: “A mio giudizio si dovrebbero pubblicare solo quelle che riguardano le persone interessate dai procedimenti – chiosa -, non quelle che tirano in ballo persone, siano esse personaggi pubblici o privati cittadini, che non incidono sulle indagini”.
Dice di sentirsi “leso” da ciò che è stato pubblicato sul suo conto: “Non so quali siano le ragioni di fondo, ma chi ha responsabilità sicuramente dovrà rispondere per quello che è stato fatto”, conclude per fumare l’agognata sigaretta tenuta troppo tempo spenta tra le mani.
