Una scelta di coerenza e di fedeltà. Così Luigi Miranda ha spiegato ieri sera, durante l’inaugurazione del suo primo comitato elettorale, in via Tugini a Foggia, la sua decisione di candidarsi al Consiglio Regionale nella lista di Forza Italia. Una scelta apprezzata e condivisa dai suoi sostenitori e incoraggiata dallo stesso leader del partito, Silvio Berlusconi.
L’inaugurazione del comitato di via Tugini è stata l’occasione per incontrare amici e simpatizzanti, insieme ai candidati della Lista Miranda Sindaco, che rappresenta il nucleo portante di una vasta organizzazione che accompagna Luigi Miranda nelle attività associative e di volontariato come in quelle politiche.
“Probabilmente – ha esordito Miranda – sarebbe stato più comodo non prendere impegni e concentrarsi sul lavoro in Comune, e vi assicuro che ce n’è di lavoro da fare per rimediare a dieci anni di far west. Ma dieci anni di cattiva amministrazione hanno devastato anche la Regione Puglia, e condannato alla marginalità la provincia di Foggia. Mi è sembrato doveroso tentare di invertire la tendenza, e di cercare di dare il mio – il nostro – contributo di proposte e azioni. Perché non ci è più consentito stare alla finestra e aspettare. Se vogliamo il cambiamento dobbiamo sporcarci le mani. Non possiamo più demandare agli altri, e sperare che altri facciano. Dobbiamo fare noi. Dobbiamo recuperare la cultura del fare, e abbandonare quella del lamento”.
“Dobbiamo lottare ancora molto per riattivare i voli dal Gino Lisa. E sappiamo bene – ha continuato Miranda – che la responsabilità del blocco dei voli è tutta a Bari. E a Bari dobbiamo trovare le chiavi giuste per riaprire definitivamente il nostro aeroporto. Dobbiamo lavorare ancora molto per eliminare l’isolamento dei paesi dei Monti Dauni. Dobbiamo lavorare per aumentare la presenza turistica sul Gargano. Dobbiamo lavorare per aumentare e qualificare le produzioni agricole della Piana del Tavoliere. La Capitanata ha le carte giuste per emanciparsi e creare reddito. La questione è che a Bari non vogliono farci giocare la partita. Io voglio giocare la partita dello sviluppo – ha concluso Luigi Miranda – perché le carte in possesso della Capitanata sono vincenti”.
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