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Home » Dalla Puglia alla Spagna, recuperati beni archeologici. Molti pezzi pregiati

Dalla Puglia alla Spagna, recuperati beni archeologici. Molti pezzi pregiati

Di redazione
22 Febbraio 2018
in Cronaca
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Prima sono stati trafugati dai “tombaroli” tra Puglia e Basilicata, ma sono stati intercettati dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Bari e recuperati grazie a una rogatoria internazionale promossa dalla Procura della Repubblica barese. Si tratta di 13 preziosi reperti archeologici, risalenti IV-III secolo avanti Cristo. Gli ultimi degli oltre 13mila beni culturali oggetto di furto recuperati dai carabinieri durante il 2014.

I risultati delle attività compiute nel 2014 in Puglia, Basilicata e Molise, dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Bari, sono stati presentati questa mattina in conferenza stampa. Nel complesso, nel 2014 si è registrata una diminuzione del numero di furti nei musei, mentre persiste il fenomeno degli scavi clandestini nelle aree archeologiche e quello della falsificazione. La compravendita online si conferma uno dei canali privilegiati per lo ‘smercio’ dei beni culturali trafugati. L’anno scorso, comunque, si è registrato un aumento del numero delle persone denunciate all’autorità giudiziaria: in tutto, le denunce sono state 82, per i reati di ricettazione, violazioni in materia di ricerche archeologiche, contraffazione di opere d’arte, reati in danno del paesaggio ed altre tipologie di reati connesse ai beni culturali (impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato, danneggiamento, interventi edilizi in assenza di permesso di costruire, ecc).

Importanti anche i recuperi messi a segno dai carabinieri: oltre 13 reperti archeologici rientrati in Italia dall Spagna, nel 2014 sono stati recuperati un dipinto olio su tela cm 70 x 90, intitolato “Finestra Marina” del maestro Bruno Cassinari, trafugato dalla sede del disciolto Ente del Turismo di Bari; un denario della Repubblica Romana – Guerra sociale (91-87 a.C) considerato un unicum; 1350 monete archeologiche, vendute all’asta presso la Repubblica di San Marino; alcuni reperti archeologici falsi, proposti per la vendita; un antifonario del ‘700, trafugato da un istituto religioso a Firenze, sequestrato in provincia di Bari; un anello bizantino in oro, di inestimabile valore rappresentante il Cristo Pantocratore.

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Tags: BaribasilicataBeni archeologiciBruno CassinaricarabinieriCristo PantocratoreFinestra MarinaPuglia
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