Da poco più di due mesi, Anna, la mia nipote prediletta, è volata in cielo (come dice sua madre). Aveva 26 anni e qualche problema di salute fin dalla nascita, era il centro della nostra famiglia ed è sempre stata tenace, forte, dolce, capace di costruire intorno a lei una rete di affetti che coltivava quotidianamente. Improvvisamente abbiamo scoperto, nello scorso mese di ottobre, che era affetta da leucemia linfoblastica acuta. Anna è stata ricoverata per circa tre mesi presso il reparto di Ematologia del nostro ospedale cittadino. Quotidianamente ho assistito Anna insieme ai suoi genitori e ho potuto riscontrare in ogni momento della sua permanenza in quel luogo doloroso, la grandissima professionalità e umanità di ogni singolo operatore.
L’amorevolezza mostrata dagli infermieri, dai medici, dagli operatori sanitari, ha reso persino piacevole per Anna quel soggiorno e più lieve quella terribile malattia. Anna non era una ragazza facile eppure mai ho visto nessuno di quel reparto perdere la pazienza, al contrario, la dolcezza è sempre stata dominante.
Grazie infinite ad Antonio Accadia, Ripalta, Pina, e a tutti i loro colleghi; grazie alla primaria dottoressa Capalbo, alla dottoressa M. Grazia Franzese, alla dottoressa Giusi Spinosa e grazie ai tanti altri di cui non ricordo il nome.
Esistono a Foggia professionisti della sanità per i quali il proprio lavoro è una vocazione e per i quali il giuramento di Ippocrate non è una formalità. (…perseguire come scopi esclusivi la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell’ uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale…).
Io li ho conosciuti e sono grata a tutti loro.
Rita Saraò – cittadina foggiana