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Home » Colpo di scena nell’omicidio Nardella a Vieste. Stramacchia aveva un complice, “il pericoloso Er Raouy”

Colpo di scena nell’omicidio Nardella a Vieste. Stramacchia aveva un complice, “il pericoloso Er Raouy”

Di Francesco Pesante
22 Febbraio 2018
in Cronaca
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Amin Er Raouy

Si è concluso solo nelle ultime ore il giallo sulla morte di Mario Nardella, esercente commerciale viestano, ucciso nella sua attività lo scorso 11 novembre. Silvio Stramacchia, arrestato per quell’omicidio, aveva un complice. Si tratta di Amin Er Raouy, 21enne viestano di origini marocchine. Secondo gli inquirenti personaggio di spicco della criminalità garganica, vicino ai clan locali e con parecchie rapine nel curriculum nonostante la giovane età. Per la polizia “è anche più pericoloso di Stramacchia”.

Silvio Stramacchia
Silvio Stramacchia

Che il colpevole dell’omicidio di Nardella avesse un complice lo si era capito fin da subito. Poi, durante le intercettazioni dei colloqui tra Stramacchia e i suoi parenti in carcere, è emersa chiara la presenza sul luogo del delitto proprio di Er Raouy che faceva da palo e sarebbe scappato alla vista dei poliziotti. Il giovane fornì il coltello al compare ed ebbe il compito di recuperare vestiti e cellulari di Stramacchia. Particolari raccontati dall’arrestato durante le chiacchierate con i parenti in carcere. Ma Stramacchia sospettava che “il marocchino” (usava chiamarlo così) lo avesse “venduto” alla polizia. Inoltre, quel giorno, l’arrestato si era già macchiato di un’altra rapina, poche ore prima dell’omicidio di Nardella, al termine della quale Stramacchia si lasciò scappare una frase piuttosto eloquente: “Stasera farò del male a qualcuno”.

Altre intercettazioni hanno confermato che l’assassino non era solo e che Er Raouy si era allontanato da Vieste recandosi prima in Abruzzo e poi in Veneto, a Jesolo, dove vivono alcuni familiari. “Aveva paura – hanno spiegato gli inquirenti -; temeva di essere nel mirino e infatti è stato condotto in un carcere del Veneto”. Le paure di Er Raouy potrebbero essere collegate alla recente spaccatura nei clan locali, dovuta alla morte del boss Angelo “cintaridd” Notarangelo. Il marocchino sarebbe molto preoccupato di finire nella Casa circondariale di Foggia. Molte giovani leve stanno tentando la scalata al potere eliminando i boss storici. Forse è per questo che ha pagato dazio anche uno come Notarangelo, fatto fuori da chi voleva il suo posto. 

Tags: Amin Er RaouyClan NotarangelogarganoMario NardellaSilvio StramacchiaVieste
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