Dopo l’articolo de l’Immediato sui lavoratori della Diomede, società in house della Provincia la cui convenzione scade a fine marzo, l’avvocato Antonio Gabrieli ha inviato alla redazione un intervento. Si passa in rassegna la questione del concorso bandito a giugno per 31 lavoratori dell’ente e già fortemente contestato dal legale. L’avvocato chiede un incontro al prefetto- da cui il presidente Miglio dovrebbe recarsi in questi giorni per discutere di 33 lavoratori a rischio licenziamento- per “tutelare la legalità”.
Pubblichiamo alcuni stralci della sua lettera
Il bando “vergognoso”
“In palio non c’è la sorte dei musei provinciali ma c’è la difesa della legalità. E’ bene mettere in evidenza che i musei provinciali, l’osservatorio e l’info point turistico per anni sono stati gestiti da personale che non ha mai espletato alcun concorso pubblico, la loro gestione ha comportato un ingente ed ingiustificato dispendio di risorse pubbliche.
Qui non è in ballo la semplice assunzione del personale, ma la legittima e trasparente gestione di un concorso che serve ad assumere personale idoneo a valorizzare le risorse archeologiche e storico-culturali del territorio, per renderlo “produttivo” ai fini del turismo culturale locale, nazionale e internazionale.
Il mio intervento riprende la pregressa “battaglia per la legalità”, già avviata nell’interesse dei miei assistiti e della cittadinanza, contro il vergognoso bando del concorso per 31 posti indetto dalla provincia di foggia (pubblicato per stralcio nella g.u. del 17 giugno 2014)”.
La supervalutazione dei titoli
“Oggi viene tirata in ballo la sorte dei musei provinciali, ma perché non viene ricordato che tra le diverse, gravi e palesi illegittimità della suddetta procedura concorsuale vi erano norme che “supervalutavano” i titoli dei candidati e che arbitrariamente facevano valere assurde norme di sbarramento? Perché escludere chi invece ha prestato servizio in altri musei, come ad esempio il museo Capitolino, il museo Louvre di Parigi o anche presso il museo civico “G. Fiorelli” di Lucera? I lavoratori di altri prestigiosi musei non hanno forse il diritto di ricevere pari dignità e tutela?”
“Perché quel concorso non dovrebbe essere aperto a tutti?”
“E’ strano dover leggere ora della tardiva e incoerente protesta di alcuni lavoratori della Diomede. Se ai diretti interessati potrebbe non convenire fornire la loro risposta, lo facciano i loro rappresentati sindacali. risponda quella parte di cittadinanza (una minoranza, per fortuna) che fa finta di voltarsi dall’altra parte, si interroghino anche i rappresentati politici sulle seguenti legittime domande: “ Perché quel concorso pubblico non dovrebbe essere aperto a tutta la cittadinanza? non sono stati forse proprio i lavoratori della “Diomede” ad esultare per l’indizione di quel “pubblico” concorso? Lo sanno tali lavoratori che il servizio di gestione dei musei provinciali e dell’osservatorio turistico è in forti perdite e costa alle casse pubbliche migliaia e migliaia di euro all’anno?
Lo sanno che la conoscenza della lingua inglese è fondamentale per l’info point turistico? Lo sanno che ci sono tanti cittadini anche del territorio della provincia di Foggia che hanno a lungo studiato presso le università locali per le stesse finalità lavorative e che invece sono costretti ad emigrare? Lo sanno che anche tra i 31 lavoratori della Diomede ci sono alcune persone che hanno diritti tutelati dall’ordinamento che i loro stessi colleghi non vorrebbero far valere?”
L’incarico rinnovato
“I lavoratori della Diomede hanno chiesto un incontro al presidente Miglio e al prefetto di Foggia, ebbene, su rinnovato incarico ricevuto dai miei assistiti, anche lo scrivente chiede formalmente all’amministrazione provinciale e al prefetto un incontro e si reitera l’invito a revocare il bando di concorso di cui sopra. Si chiede, altresì, di rimanere negli stretti e ben delineati confini della legalità, anche per evitare l’assunzione di gravi responsabilità e la restituzione dei soldi versati da circa 300 concorrenti, i quali in buona fede hanno presentato domanda per il bando”.