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Home » Poligrafico Foggia, la ricetta dell’Usb. “Troppi errori in passato. Istituto recuperi il suo ruolo”

Poligrafico Foggia, la ricetta dell’Usb. “Troppi errori in passato. Istituto recuperi il suo ruolo”

Di redazione
22 Febbraio 2018
in Economia
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Il sindacato Usb, in seguito al nuovo assetto dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, e dopo alcune riunioni svolte insieme ai lavoratori di Roma e quelli di Foggia, ha ritenuto opportuno sviluppare un proprio documento di analisi, sul lavoro possibile e sul futuro indirizzo produttivo dell’IPZS.

“Come Organizzazione Sindacale altamente rappresentativa all’interno dell’Istituto – scrivono in una nota -, riteniamo opportuno avviare un confronto con il nuovo management Aziendale, che riguardi il Piano Industriale 2015-2017. L’istituto dovrà affrontare una nuova stagione che, secondo noi, scioglierà inevitabilmente tutte le contraddizioni sugli obbiettivi fissati quando l’IPZS diventò SPA. I continui cambi di indirizzo, dovuti ai periodici cambiamenti del management aziendale e i forti ritardi del legislatore, si sono sviluppati nel tempo, svilendo il ruolo che dovrà avere il Poligrafico nel nuovo scenario del sistema Italia.

L’abbassamento e lo svuotamento del fatturato, causato dal grosso calo delle commesse tradizionali e dalla de-materializzazione dei lavori prodotti dall’Istituto, è indicativo del lavoro che si è svolto all’interno della nostra azienda. Chi ha governato l ‘IPZS in passato , ha fatto perdere la capacità all’Istituto di adattarsi al cambiamento tecnologico e alla trasformazione dell’amministrazione Pubblica, lasciandosi sfuggire quel  ruolo di proattività, auspicato e mai realizzato, con lo Stato Italiano.

Il legislatore, al fine di dare una risposta di quanto emerso a seguito della sentenza della Consulta, con la legge n.98 “decreto del Fare“, approvata nell’agosto del 2013, introduce una modifica all’articolo 2 della legge 13 luglio 1966, n. 559, in materia di compiti dell ‘Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e prevede che: “sono considerati carte valori i prodotti , individuati con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell’economia e delle finanze, aventi almeno uno dei seguenti requisiti: sono destinati ad attestare il rilascio, da parte dello Stato o di altre pubbliche amministrazioni, di autorizzazioni, certificazioni, abilitazioni, documenti di identità e riconoscimento, ricevute di introiti, ovvero ad assumere un valore fiduciario e di tutela della fede pubblica in seguito alla loro emissione o alle scritturazioni su di essi effettuate; sono realizzati con tecniche di sicurezza o con impiego di carte filigranate o similari o di altri materiali di sicurezza ovvero con elementi o sistemi magnetici ed elettronici in grado, unitamente alle relative infrastrutture, di assicurare un ‘idonea protezione dalle contraffaz ioni e dalle falsificazioni”.

In data 23 dicembre 20 13 viene emesso il Decreto  Ministeriale  di natura non regolamentare, da parte del Ministero dell’Economie e delle Finanze.

Tale decreto aggiorna  l’elenco riportato  dal decreto ministeriale  del  5 marzo 2004, introducendo ulteriori prodotti individuati in base alla succitata norma , che sono: le marche consolari, lo scontrino Gioco Lotto, le etichette prodotti agricoli e alimentari, la Carta elettronica multi servizi, Giustizia (CMG), Carabinieri (CMCC), la Carta di qualificazione del conducente, la Patente card, quella europea per macchinisti ferrovieri , le Etichette Visa Schengen, i Documenti di viaggio per Apolidi, per Stranieri, per Rifugiati, ecc.

Ad oggi tale Decreto Ministeriale risulta del tutto inattuato. A questo punto riteniamo necessario che il legislatore avvii una vera e profonda riforma della legge istitutiva dell’Istituto, la 559 del 1966, al fine di riconoscere l’Istituto come soggetto la cui missione produttiva sia la salvaguardia degli interessi generali di tutela della pubblica fede, della sicurezza dello Stato, dell’ordine pubblico e della salute pubblica, attraverso la realizzazione di  prodotti protetti dalle contraffazioni e dalle falsificazioni.

Una legge primaria così riformata consentirebbe al nostro Istituto di produrre prodotti di alto valore aggiunto, oltre che realizzare vere e proprie strategie di mercato, passando così da soggetto attendista (che produce esclusivamente su commessa) a soggetto proattivo.

L’esempio sono i “ricettari medici “il cui passaggio da prodotto cartaceo a prodotto elettronico, vede l’Istituto non protagonista nella trasformazione di un suo prodotto. Come se la gestione di circa 640 milioni di transazioni che i cittadini fanno con le “ricette mediche” non siano “interessi generali di tutela della pubblica fede, della sicurezza dello Stato, dell’ordine pubblico e della salute pubblica “.In tal senso condividiamo che l ‘Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato rimanga un soggetto pubblico a controllo del MEF, attraverso la realizzazione di una società in house providing. Questo anche in considerazione del fatto che i principali operatori a livello europeo che presidiano gli stessi mercati del Poligrafico sono pubblici, che sono  punti  di  riferimento istituzionali indiscussi all ‘interno del Paese di appartenenza e sono strumenti essenziali nella realizzazione di strategie a livello Paese.

In questo quadro di riferimento, a dir poco nebuloso, il piano pone la sfida “dell’ottimizzazione dei processi esistenti”, che come Organizzazione Sindacale intendiamo raccog liere.

Anche su questo punto, per quanto ci riguarda, i riferimenti sono i principali operatori europei, con i quali abbiamo messo a confronto i macro-dati , quale fatturato e risorse umane occupate. I numeri ci dicono che i fatturati vanno dai 350 milioni a 450 milioni di euro per un’occupazione che va dai 1600 a 1700 dipendenti. 

Ciò premesso, siamo d’accordo al rientro della produzione dei “bollini farmaceutici” e della “carta materiale elettorale”. Auspicando che le procedure che tendono ad esternalizzare le produzioni dell’Istituto, in modo particolare quella delle carte valori, (vedi il caso Ungheria), non vengono ripetute  anche dall’attuale management.

Deve essere rivista l’attuale organizzazione del lavoro superando il concetto  di  area  di “Prestampa”, “Stampa” e “Allestimento”, introducendo il concetto di “Linea di Prodotto” e su questo nuovo tipo di organizzazione che vanno attuati i livelli di flessibilità necessari per garantire la continuità di prodotto e la professionalità di chi opera.

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