Anche la visita degli esponenti dell’IdV ha evidenziato le criticità del carcere di Foggia. “L’ho visitato insieme ad Aldo di Giacomo (responsabile nazionale del laboratorio sicurezza) – dichiara Ignazio Messina, segretario Nazionale dell’Idv – e abbiamo riscontrato le caratteristiche classiche dell’attuale sistema penitenziario: sovraffollamento e carenza di organico affidato alla buona volontà e alla competenza della direzione e del personale penitenziario. Abbiamo accolto le istanze di chi non riesce a garantire al meglio la sicurezza mentre riteniamo che questo vada fatto e con molta forza. Rappresenteremo al Ministro questi disagi. Noi dell’Italia dei Valori ci schieriamo decisamente dalla parte di chi vuole fare rispettare la legge e dalla parte di chi deve tutelarla”.
Cattiva igiene, sovraffollamento e difficoltà nel reperire farmaci rappresentano i problemi maggiori del penitenziario in via delle casermette. Restano allarmanti i numeri. In una cella di circa 9 metri quadrati dovrebbe esserci un solo detenuto, al massimo due, invece a Foggia ce ne sono anche quattro, costretti a vivere come in un lager. 88 stranieri presenti sugli oltre 500 carcerati. Quasi il doppio rispetto alla capienza del carcere. Nelle celle molte facce giovanissime, di ragazzi poco più che ventenni. Il numero di agenti è sottodimensionato. Ci sono circa la metà di quelli previsti.
E non mancano episodi di violenza all’interno della struttura. Un tema molto delicato e che spesso resta sottaciuto o mai palesato interamente. Di recente i Radicali hanno constatato situazioni piuttosto difficili. Ci sono detenuti con i volti tumefatti ed alcuni in preda a crisi psicologiche. Riguardo alle ferite, spesso visibili sui corpi dei detenuti, aleggia un alone di mistero. Le motivazioni sono sempre le stesse: “È stato un incidente” oppure “sono caduto”. La paura di ritorsioni interne è molto forte come quella di essere trasferiti. Perciò nessuno si espone.
Ma non mancano lati positivi. Innanzitutto il reparto femminile, notevolmente migliorato. Oggi appare pulito e curato. Alcune donne lavorano e non ci sono bambini. Migliora anche il rapporto tra detenuti e Polizia penitenziaria. Secondo i carcerati ci sarebbe maggiore disponibilità da parte degli agenti rispetto a qualche anno fa.