“L’incontro con gli amministratori delegati di Trenitalia e Ferrovie dello Stato ci ha permesso di avviare un confronto ed una riflessione approfondita, trasparente e dettagliata sul tema dell’entrata in esercizio dell’Alta Capacità sulla tratta Bari-Napoli”. Il sindaco di Foggia, Franco Landella commenta soddisfatto l’esito dell’incontro e la disponibilità riscontrata nei vertici delle aziende di trasporti rappresentati da Vincenzo Soprano e Michele Elia. Un incontro al quale erano presenti anche i parlamentari del territorio Michele Bordo, Colomba Mongiello e Lello Di Gioia.
“È emerso chiaramente come le posizioni assunte dal fronte istituzionale ed economico della Capitanata non fossero in alcun modo contraddistinte da un tratto campanilistico, ma muovessero, viceversa, da considerazioni legate allo sviluppo della provincia di Foggia e alla centralità della stazione ferroviaria del comune capoluogo – dichiara il sindaco di Foggia –. Colgo l’occasione per ringraziare i parlamentari per l’impegno con il quale stanno seguendo la vicenda e per aver promosso ed ottenuto l’incontro di ieri”.
“Quanto all’ipotesi di utilizzo dello svincolo di Cervaro anche per il traffico passeggeri oltre che per il traffico merci, le informazioni ricevute da Michele Elia ci inducono a non abbassare la guardia e a tenere ancora altissima la nostra attenzione istituzionale e politica. Al momento, come riferito dallo stesso Elia, questo rischio non è all’ordine del giorno. Ma non è stato escluso in via definitiva – spiega il sindaco di Foggia –. Lo stesso Elia ha assunto infatti l’impegno, qualora richieste specifiche determinassero questo scenario, a realizzare le necessarie opere di compensazione, accogliendo la richiesta avanzata dal Comune di Foggia affinché queste opere non si limitino all’attivazione di bus navetta ma riguardino l’attuazione del progetto del cosiddetto “treno tram”, in un’ottica di valorizzazione del sito di Cervaro”.
Al termine dell’incontro il sindaco di Foggia ha consegnato a Michele Elia un documento – sottoscritto dal primo cittadino, dal presidente della Provincia, Francesco Miglio, dal Rettore dell’Università degli Studi di Foggia, Maurizio Ricci, e dal presidente della Camera di Commercio di Foggia, Fabio Porreca – con il quale le istituzioni del territorio chiedono che lo svincolo di Cervaro sia utilizzato in via esclusiva per il trasporto merci. Ecco di seguito il testo del documento.
In ballo il destino di migliaia di persone
Fatte salve discrezionalità e orientamento in capo a un investimento di natura strettamente imprenditoriale, la prima ipotesi di trasporto a cosiddetta “Alta Capacità” lungo la linea ferroviaria Bari – Napoli, secondo cui verrebbe bypassata la Stazione di Foggia, induce a riflessioni sociali, economiche, industriali e umane. In una logica di razionalizzazione dei trasporti ferroviari, in un Paese con una delle orografie più singolari al mondo, si prende atto del ripensamento anche di linee di trasporto e comunicazione storicamente ritenute strategiche come la Roma – Milano, su cui però insiste un numero tale di collegamenti, anche aerei, che un taglio effettuato in ragione di questa razionalizzazione non comprometterebbe i normali rapporti e scambi tra Lazio, Toscana, Emilia Romagna e Lombardia, fermo restando la radicale constatazione che l’Alta Capacità della linea Roma – Milano finirebbe per “ignorare” addirittura città come Firenze e Bologna.
La nostra iniziativa congiunta non rappresenta una sterile obiezione di natura campanilistica, piuttosto una riflessione lucida sulle conseguenze nel caso in cui l’Alta Capacità Bari – Napoli dovesse realmente bypassare la Stazione di Foggia transitando, invece, per quella di Cervaro. Non sono in gioco interessi privati ma i destini di migliaia e migliaia di persone che per vivere, spostarsi, lavorare, studiare, investire, curarsi fanno esclusivo affidamento sulla propria mobilità. Basti pensare al flusso di lavoratori che, ogni giorno, dalla Campania si trasferisce in Puglia, destinazione Foggia, per adempiere ai propri compiti con efficienza e puntualità, un investimento del genere potrebbe cambiare – decisamente in meglio – la loro vita e quindi il rendimento di molti uffici pubblici e privati. Basti pensare alla mobilità generata dalla sanità pubblica e privata, che, considerate le lunghe liste d’attesa a Bari e Napoli, sviluppa un movimento sempre crescente di pazienti che si sottopongono a cicli di chemioterapia e radioterapia negli enti assistenziali Casa sollievo della sofferenza di San Giovanni Rotondo e nell’azienda ospedaliero universitaria Ospedali riuniti di Foggia. Basti pensare al flusso socio-turistico sul Gargano, oltre 4 milioni di vacanzieri l’anno e poco meno di un terzo dalla Campania, che potrebbe ambire a una decisa semplificazione dei propri obiettivi se si decidesse di far arrivare l’Alta Capacità fino alla stazione di Foggia. E come questi decine di altri esempi che investono categorie sociali e umane che, per ragioni le più disparate, contavano molto sulla (ri)conquista e sulla (ri)qualificazione del trasporto su rotaia.
I sottoscrittori di questo documento intendono assumere una posizione – sempre nel reciproco rispetto dei ruoli – circa danni e conseguenze che una decisione del genere, ancorché da assumere in via definitiva da parte di RFI e Trenitalia, potrebbe comportare per un territorio già così avaro di investimenti e di risorse. Una posizione assunta dall’alto delle manifestazioni civili – di ferma opposizione – più volte espresse da Comune e Provincia di Foggia. Una posizione chiara adottata da parte della Camera di Commercio Industria Agricoltura e Artigianato di Foggia, che si trova nella scomoda posizione di sedurre stakeholder e incentivare scommesse future, nonostante la progressiva desertificazione del territorio. Una posizione lucida anche quella del mondo accademico rappresentato dall’Università di Foggia, che proprio lo scorso anno ha varato – con successo – un corso di laurea triennale in Ingegneria dei sistemi logistici per l’agroalimentare, progettando un futuro che, anziché sorridere alle professioni di domani, sembra sostanzialmente ignorarle. Per questo, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze ma tutti uniti da una comune sensibilità, si chiede a RFI e Trenitalia di utilizzare il “baffo” ferroviario dell’alta capacità, come da progetto originario, solo per il traffico merci, garantendo sulla tratta Bari-Roma di non bypassare la stazione di Foggia (di fatto facendo venire meno la storica centralità del capoluogo come nodo d’interscambio tra la linea tirrenica e quella adriatica). Ma in ogni caso quello che riteniamo fondamentale è che nel caso RFI e Trenitalia decidano di utilizzare la stazione di servizio di Cervaro anche per il traffico passeggeri, i collegamenti ferroviari che dovessero “saltare” la stazione di Foggia vadano ad incrementare e a migliorare la mobilità dei viaggiatori pugliesi sulla tratta in questione. Anche perché, data la situazione infrastrutturale complessiva, in caso contrario si comprometterebbe ulteriormente il diritto alla mobilità di una vasta comunità territoriale.
Un miglioramento dell’offerta del servizio che potrebbe riguardare anche gli orari di collegamento da e verso la Capitale della Capitanata in partenza dalla stazione di Foggia. Anche perché, come ricordato in un editoriale della Gazzetta del Mezzogiorno, si corre il rischio di ripetere lo spettacolo andato in scena in occasione dell’apertura del casello autostradale di Candela dell’A16, con la promessa di una bretella di collegamento che ha visto la luce solo molti anni dopo. I temi sono gli stessi, le geografie anche, le ambizioni di razionalizzazione territoriale le medesime. Perciò, almeno stavolta si potrebbe far tesoro degli errori del passato. Nella speranza che la voce di migliaia di cittadini, di studenti, di imprenditori, di lavoratori, di malati bisognosi di assistenza, di persone in cerca di una più rapida connessione al mondo – attraverso i vicini aeroporti, date le caduche vicende legate al Gino Lisa di Foggia – venga ascoltata, la richiesta che nei limiti delle proprie possibilità Comune di Foggia, Provincia di Foggia, Università di Foggia e Camera di Commercio Industria Agricoltura e Artigianato di Foggia inoltrano a RFI e Trenitalia è quella di tenere conto di queste voci e di questi bisogni.
Io lo bandirei questo “sport”