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Home » “Questi ragazzi non hanno fatto nulla”, l’appello riduce (di molto) le pene per Romanzo Criminale. Ergastolo al solo Giannella

“Questi ragazzi non hanno fatto nulla”, l’appello riduce (di molto) le pene per Romanzo Criminale. Ergastolo al solo Giannella

Di Francesco Pesante
30 Novembre 2020
in Cronaca
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ciao ciao: "" -

Sentenza d’appello con sorpresa nel processo “Romanzo Criminale”. C’è sgomento da parte di familiari e legali delle parti lese. Le condanne inflitte in primo grado sono state quasi tutte rideterminate. Per gli omicidi compiuti nel 2012 a Manfredonia, è stato confermato l’ergastolo al solo Francesco Giannella, capo della banda. A Giannella è stata riconosciuta l’aggravante della premeditazione e per lui è stato disposto il massimo della pena.

Ma a sorprendere è la posizione di Ilario Conoscitore, poco più che ventenne. Al ragazzo, braccio destro di Giannella, sono state riconosciute le attenuanti generiche. È stata anche riqualificata la sua posizione in merito allo spaccio di droga, definito reato di “lieve entità”. Conoscitore passa quindi dall’ergastolo ricevuto in primo grado alla condanna a 20 anni di carcere disposta in appello. “20 anni a una persona che ha commesso due omicidi? Assurdo”, commentano a l’Immediato i legali di parte civile.

Poi c’è Leonardo Salvemini, coinvolto principalmente nell’omicidio di Matteo Di Bari. Anche per lui l’accusa crolla passando dalla condanna a 16 anni del primo grado a quella di 5 in appello. Il ragazzo rispondeva di concorso anomalo. Ebbene, Salvemini è stato assolto per non aver commesso il fatto e condannato solo per reati minori come spaccio e detenzione di arma da fuoco. 

A Mario Renzulli invece, coinvolto nell’occultamento del cadavere di Cosimo Salvemini (ritrovato a pochi chilometri da Amendola), pena rideterminata in 3 anni rispetto ai 4 del primo grado.

Anni due a Nicola Uva di Orta Nova, l’uomo che forniva armi alla banda. Infine per Emanuele Biondi l’appello ha disposto due anni per il sequestro di Salvemini e l’assoluzione per Christopher Paloscia.

“In pratica questi ragazzi non hanno fatto nulla. Il complesso della sentenza ci spiazza”. Sono i commenti rilasciati alla nostra testata dai legali di parte civile. Particolarmente sconvolta la mamma di Cosimo Salvemini, il ragazzo barbaramente ucciso in un box di Manfredonia e seppellito nel nulla, lontano dalla città. La donna, presente al momento della lettura della sentenza, è rimasta totalmente spiazzata dalla sentenza, assolutamente inaspettata solo fino a poche ore fa.

Del tutto inatteso il mancato ergastolo a Conoscitore. Il suo avvocato chiese il riconoscimento del concorso anomalo (da concorso pieno) e l’eliminazione dell’aggravante della crudeltà nell’ambito dell’omicidio di Matteo Di Bari. Per l’omicidio di Cosimo Salvemini, chiese invece l’assoluzione “per mancanza di prove,  e per non aver commesso il fatto”. In buona sostanza ha ottenuto una differenziazione di pena rispetto a Giannella, rimasto l’unico vero artefice dei delitti.

Ma sorprende anche la condanna a Leonardo Salvemini, passato da 16 a 5 anni di carcere. I suoi avvocati chiesero l’assoluzione per non aver commesso il fatto (omicidio di Matteo Di Bari), per gli episodi di spaccio dei quali è stato accusato, per la detenzione di arma da fuoco, o in subordine le attenuanti generiche prevalenti sulle contestate aggravanti con riduzione della pena.

A breve è previsto l’appello anche per Valentina Castriotta, all’epoca dei fatti minorenne. La ragazza, finita in comunità dopo la condanna a 14 anni del Tribunale dei minori, potrebbe ottenere uno sconto importante, come avvenuto per gli altri protagonisti di questa vicenda.

Ora si attendono le motivazioni della sentenza, previste tra 90 giorni. Scontato l’ulteriore ricorso, stavolta in Cassazione, da parte dei condannati.

Tags: BariCorte d'appelloCosimo SalveminiFrancesco GiannellaIlario ConoscitoreLeonardo SalveminiManfredoniaMatteo Di BariRomanzo Criminale
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