Mette fuoco all’auto di una donna perché pretendeva denaro dal figlio. Per estorsione, minacce e danneggiamenti, è stato pizzicato Nazario Nardella, 46 anni. L’arresto scaturisce a seguito di alcuni gravi episodi avvenuti nell’ottobre scorso ad Apricena e culminati la notte del 23 ottobre con l’esplosione di un’autovettura.
La vittima del danneggiamento, una donna di Apricena, inizialmente riferì di non aver mai ricevuto minacce. In realtà, la vittima, rassicurata dai carabinieri e convinta a raccontare la verità, spiegò di essere particolarmente preoccupata in quanto l’esplosione della sua macchina, non rappresentava che l’ultima di una serie di minacce e richieste estorsive subite da Nardella.
Già la sera precedente, l’arrestato si era presentato sotto la sua abitazione aggredendola verbalmente, intimandogli di consegnargli una paventata somma di denaro (non si conosce la cifra, ndr) relativa ad una partita di droga che l’uomo avrebbe venduto al figlio (un giovane di 30 anni con piccoli precedenti). In quella circostanza, alla risposta della donna, che replicava di non sapere di cosa stesse parlando, Nardella andò in escandescenza minacciandola di morte. Dopo questo primo incontro, l’uomo si allontanò per fare ritorno qualche ora dopo e rinnovare le sue minacce e richieste, dicendo che avrebbe incendiato la macchina.
E in effetti nel cuore della notte, la vittima udì dei rumori sotto la propria abitazione e affacciatasi alla finestra, vide Nardella posizionare degli oggetti sotto la sua vettura per poi scappare. Pochi secondi dopo, si sentirono due forti esplosioni talmente forti da distruggere completamente il veicolo.
I carabinieri giunti sul posto, effettuarono un sopralluogo rinvenendo poco distante dall’auto in fiamme, lo spoiler di un’Audi A2. Nardella aveva proprio in uso un veicolo dello stesso modello e la macchina dell’uomo risultava proprio priva dell’accessorio, rinvenuto sul luogo dell’incendio.
Sulla scorta delle prove raccolte, l’Autorità Giudiziaria ha emesso l’odierno provvedimento notificato nel carcere di Foggia, dove Nardella si trovava già ristretto a seguito di vicende analoghe.