In tempo di crisi 121 assunzioni fanno gola. Soprattutto se si tratta di un lavoro ambito, quello di coadiutore amministrativo all’Asl di Foggia. I numeri, del resto, non mentono: ad oggi, giorno della chiusura dei termini per le domande, ne sono arrivate circa 2mila. Un botto, se si considera che l’avviso era destinato ad alcune categorie protette, quindi una fetta limitata di persone in cerca d’impiego. Ciononostante, è scoppiato il caso politico con l’interrogazione del consigliere regionale Giannicola De Leonardis, che ha chiesto lumi all’assessore regionale alla Sanità Donato Pentassuglia, non fosse altro per il “tempismo” dell’operazione, a ridosso della tornata elettorale per le Regionali 2015. Per di più, ad alimentare i sospetti su Piazza della Libertà c’è la candidatura per uno scranno in via Capruzzi di Pippo Liscio, braccio destro del direttore generale Attilio Manfrini.
Una ragione in più per spingere il capo del personale, Anna Maria Gualano, a mettersi al riparo dalle “strumentalizzazioni”: “Non posso farmi trascinare in questa storia, a me non interessano le questioni politiche né, tanto meno, gli obiettivi di Liscio: ho solo preparato un bando prendendo spunto da una procedura simile fatta qualche anno fa agli Ospedali Riuniti, ma allora nessuno disse niente…”. L’avvocato di Torremaggiore, cresciuta professionalmente accanto nomi noti del “blocco” (Gaetano Fuiano, Michele Ametta, Leonardo De Vita, Armando Liberatore e Giuseppe Fiorentino), ci mette la faccia, sottoscrivendo la bontà delle scelte operate. “Il percorso per queste assunzioni è stato sempre farraginoso – spiega a l’Immediato -, sin dall’accordo del 2011 con la Provincia di Foggia. Allora il direttore generale era Ruggiero Castrignanò ed al personale c’era Armando Liberatore. Il termine fissato per la conclusione del percorso era previsto per la fine del 2015. Si decise, perciò, di chiedere i nominativi direttamente a Palazzo Dogana, ma non è stata una scelta felice: nella prima tornata abbiamo assunto 3 persone, nella seconda 8 ed altri 3 nella terza”. Per scegliere 14 persone ci sono voluti ben 3 anni.
Con Manfrini e Gualano all’area personale, l’indirizzo è cambiato: “Ci siamo resi conto che la procedura era troppo farraginosa, e abbiamo cambiato strategia, anche perché bisognava al più presto coprire le scoperture destinate ai disabili (121), più altre 6 riferite ad altre categorie protette. Ad aprile del 2014 ho scritto alla Provincia per chiedere di ritornare alla convenzione, ma la risposta ci è arrivata soltanto il 4 dicembre 2014. Questa è la giustificazione al ‘tempismo’ di cui parla De Leonardis. Inoltre, siamo inadempienti sulle procedure, e l’Asl rischia di dover pagare una sanzione amministrativa per ogni giorni di ritardo e per ogni persona non assunta”. Un’altra questione affrontata riguarda la “qualità” del personale impiegato a Piazza della Libertà, ritenuto non all’altezza per determinate funzioni. “Ci siamo scontrati con la difficoltà di trovare persone adatte a certi tipi di lavoro – precisa Gualano – per questo abbiamo fatto fatica a reclutare personale”.
Il prossimo passaggio, dopo la raccolta dei curricula, sarà quello della prova scritta, dopo la quale “si procederà con la scrematura delle persone che hanno i requisiti per i posti, prima della stesura della graduatoria”. “Ci hanno criticato sul peso che abbiamo attribuito ai singoli requisiti – conclude la dirigente -, ma forse non sanno che non possiamo entrare nel merito di queste scelte quando facciamo un bando. Questo è un compito che spetterà alla commissione esaminatrice”.