“Perché l’Alenia quando seleziona personale non lo dice pubblicamente, come fa la Fiat di Melfi?”. A chiederlo è il Consigliere regionale e presidente della prima commissione (bilancio), Pino Lonigro: “Sono pienamente d’accordo con quanto dichiarato dal segretario regionale della Fismic metalmeccanici, Antonio Zenga”.
Tanti giovani in questi primi giorni del nuovo anno stanno concorrendo per un posto di lavoro nello stabilimento della Fiat di Melfi, inviando la domanda alle agenzie che provvedono a selezionare il personale da avviare al lavoro. Una speranza per tanti giovani, anche laureati, che vogliono giustamente entrare nel mondo del lavoro. “Perché questa possibilità non possono averla anche per lo stabilimento dell’Alenia di Foggia?” dice il consigliere regionale foggiano. “L’Alenia deve essere più trasparente e pubblicizzare, attraverso la stampa e i mezzi informatici a disposizione, la selezione del personale”.
“Da anni la Regione Puglia, con accordi di programma, ha messo a disposizione dell’azienda fondi comunitari destinati a creare nuova occupazione, che a quanto si vede non viene però pubblicizzata adeguatamente, tagliando fuori molti ragazzi, disinformati non per colpa loro sulle opportunità di occupazione create dall’intervento regionale. A questo punto, sarebbe il caso di suggerire all’assessore regionale allo sviluppo, la collega Loredana Capone, di impegnare l’Alenia a dare ampia informazione pubblica alle selezioni di personale per attività previste negli accordi già firmati o ancora da sottoscrivere”.
“Per questo, faccio appello al governatore Vendola, all’assessore al Lavoro Leo Caroli e all’assessore all’Industria Loredana Capone, affinché abbiano un colloquio costruttivo con l’Azienda, al fine di evitare che la possibilità di un posto di lavoro resti riservata a pochi intimi e non venga offerta a tutti i giovani in cerca di prima occupazione. Invito inoltre – conclude Lonigro – il nuovo amministratore Alenia-Aermacchi, Moretti, a provvedere alla riorganizzazione della propria macchina dirigenziale perché il difetto di informazione non abbia più a ripetersi in futuro”.