Incontro a Barletta fra i circoli Pd della provincia di Foggia, Bari e Bat. Per raccogliere proposte dai territori e stilare priorità sul programma, un impegno che vale nel caso il partito di Michele Emiliano arrivi al governo della Regione. “Se la Capitanata sceglie di dare priorità al Gino Lisa, gli investimenti saranno mirati in quel senso” spiega il consigliere Augusto Marasco, arrivato a Barletta insieme al segretario provinciale Raffaele Piemontese e una decina di altri iscritti ai circoli foggiani, da Patrizia Lusi a Lia Azzarone, da Peppino D’Urso a Rocco Lisi. “Non sono il sovrano, non decido dei destini dei vostri territori”, ha detto il segretario regionale che si è riproposto nella veste di “sindaco di Puglia” vicino ai cittadini, come già spiegato durante le primarie. Un forum seguito da oltre 500 persone che hanno evidenziato i problemi locali, il turismo sul Gargano, la sanità nel sub-appennino dauno, le infrastrutture.
Gli incontri a Nord e sud della Puglia
Qualche giorno fa si è riunita la Puglia sud, Brindisi, Lecce e Taranto, ieri è stata la volta della Puglia Nord. Le riunioni, presiedute non solo da Emiliano ma dai vertici organizzativi regionali, mirano a riprendere i contatti con il “motore” del partito, dice Raffaele Piemontese, a “raccogliere dal basso le proposte”. E smorza le furiose polemiche contro Sel di questi giorni con qualche riserva: “Esiste ancora questo partito? Lo dicano, contro di loro abbiamo fatto le primarie e auspichiamo che scendano in campo con il loro simbolo”, certezza che, al momento, Sel non ha, né pare certo che presenterà una sua lista. “Crediamo si possa fare meglio di questi dieci anni in cui pure si registrano punte di eccellenze come nel welfare guidato da un nostro assessore, Elena Gentile”.
Marasco: “La candidatura del segretario è un valore aggiunto”

Ma non è certo il rapporto con i sellini l’argomento principe del dibattito. Il Pd intende concentrare le sue forze in una campagna per le regionali che “sarà una carneficina” dice Augusto Marasco alludendo allo scontro per l’inserimento in lista visto il taglio del numero di consiglieri. Il punto è non disperdere il voto dentro una coalizione in cui il partito maggiore, il Pd, è accerchiato da tante liste che potrebbero essere determinanti per una vittoria elettorale ma condurre ad una fuga dal partito principale.
L’esempio potrebbe essere quello di San Severo che non ha, per ora, un suo candidato piddino (e nemmeno l’area dell’Alto Tavoliere) ma “territoriale”, la geografia prima del partito: ecco, questo il Pd vorrebbe evitarlo per arrivare in via Capruzzi non solo con un presidente che ha trainato voti ma supportato da una partito forte.
Se si pensa che anche l’Udc è destinata a scomparire – almeno nel simbolo perché l’accordo nazionale va in un’altra direzione e, dunque, si creerà un’altra lista con tutti i numeri dell’Udc di Capitanata e non solo- si capisce quanto sia necessario non farsi “fagocitare” dagli alleati. Il verbo da portare sui territori è “votare Pd”, sintetizza Marasco, oltre alle istanze per stilare il programma. L’ex candidato sindaco se lo augura anche perché si “candida il segretario regionale del partito, un valore aggiunto”.