“È stata una scelta politica e ci metto la faccia”. Così il sindaco di Foggia, Franco Landella, ha presentato la nuova “squadra” per le ex municipalizzate. Prima la lettura dei nomi, poi una stretta di mano che lascia immediatamente il posto alla posa per i fotografi, quasi come nel rituale calcistico di presentazione dei nuovi acquisti. Sullo sfondo, la polemica nella scelta di un organo – quello dei consigli di amministrazione – che andranno a sostituire le funzioni dell’amministratore unico di società strategiche per Palazzo di Città. “In questi giorni siamo stati criticati da chi ha messo in ginocchio i conti della città, con operazioni poco condivisibili come quella di Amica, la società dei rifiuti fallita per le scelte fatte in questi anni – afferma risoluto il primo cittadino -. Abbiamo intrapreso questo percorso diverso perché dobbiamo rispettare i dettami della Bassanini, con la separazione netta tra l’organo di controllo (politico) e l’esecutivo (i manager). Gli amministratori unici hanno ereditato situazioni pesantissime, e per fortuna, grazie ad un ottimo lavoro, hanno tenuto i conti in ordine. N0n so ora se i Cda hanno una forza minore rispetto agli amministratori unici, ma sono certo che ogni questione deve essere sottoposta ad un tavolo di discussione e concertazione. Questa è la nostra scelta politica, che collima con le precedenti, visto che anche gli amministratori unici sono di scelta politica”. Poi precisa il “fattore che interessa ai foggiani”: “Abbiamo risparmiato il 20 per cento sulla spesa complessiva, questo è l’elemento prioritario, per il resto replico ai detrattori: non mi vergogno di nulla, soprattutto se ad accusarmi è chi ha messo in ginocchio la città con la zavorra più importante, quella delle tre ex municipalizzate”.
Tanto entusiasmo e poca esperienza

Se si escludono i nomi di Nicola Cardinale (per anni manager della sanità tra Asl e Ospedali Riuniti) piazzato in Amgas ed in parte Lucia Lambresa (già all’Amica, ora in Amiu, sempre nel settore rifiuti), gli altri non hanno esperienze pregresse nella gestione di società di questo tipo. La difficoltà, ora, sarà quella di partorire in breve tempo decisioni importantissime per il futuro della città, a cominciare dalla gara per la gestione delle reti: dovrà essere assegnata la gestione dell’Ambito Foggia 2, cioè di 36 comuni. Solo che Amgas spa autonomamente non ha la forza di chiudere l’operazione, e dovrà affidarsi per forza ad un partner solido di grandi dimensioni. L’alternativa è disperdere tutto il lavoro fatto finora con una cessione. “Valuteremo tutte le opzioni – spiega Landella a l’Immediato -, non possiamo permetterci di cedere un importante patrimonio. Ma, dall’altra parte, dobbiamo analizzare l’opportunità di affidarci a un colosso che comunque non ci darebbe grandi opportunità se non il mero pagamento dello stipendio dei dipendenti. Non sarà una scelta facile…”. A maggior ragione se bisognerà trovare la quadra all’interno di organismi complessi – i Cda – con diverse anime all’interno, sicuramente con percorsi meno snelli rispetto alle decisioni prese da un’amministratore unico. Il rischio è certamente quello di perdere occasioni importanti per i ritardi decisionali. “Non credo possa essere un rischio questo – ammette Landella -, in ogni caso ritengo che scelte di questo tipo debbano essere condivise attraverso una dialettica continua con la politica”.
L’accusa di Russo: Cda scelta sbagliata
“Ho riflettuto a lungo prima di accettare questo invito – ha ammesso l’ex amministratore di Amgas, Massimo Russo, so che questo è il momento del festeggiamento. Ma ho pensato alla mia storia, al mio percorso: volevo stare 6 mesi poi sono rimasto 60 mesi. Questo per dire che condivido la posizione del sindaco sulla responsabilità dell’amministrazione, ma ritengo allo stesso tempo che il ricorso ai Consigli di amministrazione non sia la decisione migliore. Con questo tipo di società, piccole e che operano in regime di convenzione, è meglio ricorrere alla figura dell’amministratore unico. Grazie ad un percorso di questo tipo – ha continuano – oggi Amgas è un’azienda in bonis, dunque più o meno normale. Ma c’è ancora un percorso di ristrutturazione da portare a termine. E per farlo – conclude – serve snellire i processi decisionali”.
“Il piano parcheggi un fallimento annunciato”
Landella non usa mezzi termini contro le “strumentalizzazioni di chi ha già fallito”. “Abbiamo raggiunto buoni obiettivi grazie alla proficua disponibilità di alcuni interlocutori – chiosa il sindaco -, come l’incremento di 1,9 milioni di euro in Ataf. Al contrario, non ho un buon giudizio per chi fino a qualche tempo fa era nei Cda ed oggi fa politica. Sono loro ad averci portato a sottoscrivere il Piano Salva Enti, che produce effetti positivi di breve periodo, ma comporta comunque un ulteriore indebitamento del Comune, costretto a pagare le rate”. Dal piano parcheggi alla mobilità, Landella spara fuoco: “L’isola pedonale è stato un percorso accolto bene dai foggiani e che ha migliorato la qualità alla vita. Respingo al mittente l’accusa per la quale i conti Ataf sarebbero compromessi per questa operazione. È ovvio che in Consiglio porteremo il nuovo piano della mobilità, ma è da sottolineare che i ‘detrattori della qualità della vita’ hanno pagato profumatamente progettisti per il piano di mobilità sostenibile mai attuato”. E ancora: “Non c’è stato nessun incremento economico dalla gestione dei parcheggi, e ci sono state delle forzature normative come quella per la quale i residenti non avrebbero dovuto pagare. È stato un vero e proprio fallimento – conclude -, sottoscritto dal direttore De Cecca e dall’ex sindaco Gianni Mongelli: non hanno centrato gli obiettivi perché non c’è stato alcun incremento economico”.
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